Un’assalto armato in pieno giorno ha scosso il centro commerciale Il Castello di Sant’Angelo Lodigiano, nel Lodigiano. La rapina è avvenuta nel pomeriggio di giovedì 20 agosto 2026 ai danni della gioielleria Gioielli di Valenza, davanti a clienti e lavoratori della struttura. Secondo le prime ricostruzioni, il gruppo era composto da cinque persone, alcune armate di martelli e mazze, mentre uno dei rapinatori impugnava una pistola.
Il direttore del centro commerciale, Alberto Bertoli, ha definito l’episodio inaspettato per l’orario e per le modalità con cui è stato eseguito. L’assalto è avvenuto attorno alle 14, quando il centro era aperto e frequentato. Bertoli ha spiegato che, dopo l’ingresso dei banditi, qualcuno aveva ipotizzato di chiudere le porte della struttura per impedirne la fuga. Una simile decisione, però, avrebbe potuto aumentare i rischi, considerando la presenza di una persona armata all’interno del centro commerciale.
Il negozio resterà chiuso
La gioielleria rimarrà chiusa per alcuni giorni, mentre la direzione del Castello sta valutando interventi per rafforzare la sicurezza. Tra le ipotesi c’è il potenziamento della vigilanza anche nelle ore diurne. Il direttore ha tuttavia sottolineato che gli addetti non sono armati e che, anche con una dotazione diversa, sarebbe difficile affrontare un gruppo numeroso e armato.
Al centro delle valutazioni c’è anche la configurazione degli accessi al negozio. La direzione intende chiedere a Gioielli di Valenza di sostituire gli ingressi attuali con porte ad apertura manuale, così da introdurre un ulteriore livello di protezione. L’obiettivo è rendere più complesso l’accesso dei malviventi e limitare la possibilità di una fuga immediata, senza creare situazioni di pericolo per clienti e dipendenti.
Un colpo mirato
Le parole del direttore descrivono un’azione apparentemente mirata. I rapinatori, secondo Bertoli, avrebbero saputo quali articoli cercare e avrebbero portato via i prodotti di maggior valore. Tra la merce sottratta ci sarebbero anche diamanti. Il precedente assalto notturno alla stessa gioielleria, avvenuto circa un anno prima, aveva fruttato beni per circa 10mila euro; in quell’occasione gli oggetti più preziosi erano rimasti nella cassaforte.
Bertoli ha inoltre richiamato un episodio avvenuto a luglio in un altro punto vendita della catena, all’interno del centro commerciale Merlata Bloom di Milano. Il direttore non ha indicato elementi che colleghino i due fatti, ma ha ipotizzato che possano essere stati compiuti dagli stessi autori. La circostanza è ora tra gli aspetti che potranno essere verificati dagli investigatori attraverso i filmati e gli altri accertamenti.
Durante la rapina erano presenti due commesse, che non hanno riportato ferite ma, secondo il direttore, avrebbero subito un forte trauma. L’episodio ha preoccupato anche gli altri lavoratori del centro commerciale. Una dipendente ha espresso solidarietà alle colleghe e ha sottolineato la vulnerabilità di chi si trova a fronteggiare gruppi numerosi, mentre un altro lavoratore ha osservato che anche un addetto alla sicurezza avrebbe avuto difficoltà a intervenire da solo.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Cristiano Devecchi, ricordando che già in passato erano state segnalate criticità sul fronte della sicurezza. Durante una visita in città, il responsabile della sicurezza di Famila Italia aveva evidenziato una particolare incidenza dei furti rispetto ad altre realtà. Il primo cittadino ha riferito di aver già suggerito un rafforzamento della presenza dei vigilantes.
La ricostruzione dell’assalto e l’identificazione dei responsabili sono ora affidate alle forze dell’ordine. Restano da chiarire il numero esatto dei partecipanti, le modalità di ingresso e di fuga e l’ammontare complessivo della merce sottratta. Nel frattempo, tra commercianti e lavoratori del Castello permane la preoccupazione per un’azione avvenuta durante un normale pomeriggio di apertura.