Servizi sociali

Sei posti da contrattualizzare nelle RSD del Lodigiano

ATS e Welfare regionale riaprono il confronto sulle strutture di Codogno e Lodi, a sostegno di utenti fragili e famiglie.

Sei posti da contrattualizzare nelle RSD del Lodigiano

È stata formalizzata una richiesta per riaprire il confronto sui posti non ancora coperti da contribuzione regionale nelle Residenze Sanitarie per persone con Disabilità del Lodigiano. L’iniziativa è stata assunta da Patrizia Baffi, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia, che ha chiesto ad ATS e alla Direzione Generale Welfare di rivalutare la contrattualizzazione delle disponibilità ancora scoperte.

La richiesta riguarda sei posti complessivi: due della Fondazione Danelli di Lodi e quattro della Cooperativa Amicizia di Codogno. L’istanza è stata costruita a partire dall’ascolto delle esigenze espresse dalle due realtà socio-sanitarie del territorio, con l’obiettivo di arrivare a una nuova valutazione fondata sui dati e sull’effettivo fabbisogno assistenziale.

Il confronto tra gli enti

Secondo quanto riferito dalla rappresentante istituzionale, le strutture lodigiane accolgono anche richieste provenienti da aree comprese nell’ambito di ATS Città Metropolitana di Milano. Questo elemento, insieme alla necessità crescente di garantire risposte alle persone con disabilità grave e ai loro nuclei familiari, è stato portato all’attenzione degli organismi regionali e sanitari.

La questione sarà esaminata in un incontro tra le direzioni generali competenti, già calendarizzato. Il tavolo dovrà affrontare gli aspetti economici e gestionali delle strutture coinvolte e valutare la possibilità di includere nella contribuzione regionale i posti attualmente accreditati ma non sostenuti dal finanziamento pubblico.

Continuità dei servizi

Il percorso nasce dalle difficoltà affrontate quotidianamente dalle realtà residenziali, chiamate a garantire servizi essenziali in un contesto segnato da costi e bilanci sempre più impegnativi. La contrattualizzazione dei posti consentirebbe di rafforzare la continuità assistenziale per le persone accolte e di sostenere le famiglie che si rivolgono alle strutture del territorio.

L’intervento, pur partendo da una richiesta riferita a Codogno e Lodi, viene presentato come una questione con ricadute più ampie sulla rete lombarda. La riduzione della distanza tra posti accreditati e posti effettivamente coperti dalla contribuzione regionale è indicata come un obiettivo utile a consolidare il sistema sociosanitario e la capacità dei servizi di rispondere alla domanda proveniente da più aree.

Il confronto tra ATS e Direzione Generale Welfare rappresenterà quindi il passaggio successivo per verificare il fabbisogno e la sostenibilità dell’eventuale ampliamento della contrattualizzazione. La richiesta dovrà ora essere valutata dagli enti competenti sulla base dei dati relativi alle strutture e alle esigenze assistenziali espresse dal territorio.