Indicatori 2026

Lodi, export e credito in calo: cresce solo l’occupazione

Nel primo trimestre il territorio registra arretramenti per vendite oltreconfine, aziende attive, artigianato e finanziamenti.

Lodi, export e credito in calo: cresce solo l’occupazione

Le prospettive dell’economia lombarda per la seconda parte del 2026 indicano una crescita contenuta, con il Pil regionale stimato al +0,7%, in linea con il dato nazionale. È quanto emerge dal Terzo Focus 2026 elaborato dal Centro Studi Sintesi per conto di CNA Lombardia. Per i consumi delle famiglie è previsto un incremento dello 0,7%, mentre gli investimenti delle aziende dovrebbero crescere del 2,7%, sopra il +2,5% stimato a livello italiano.

Il quadro occupazionale resta il principale elemento positivo dell’analisi regionale. Nel primo trimestre dell’anno il numero medio dei lavoratori in Lombardia è salito a 4,63 milioni, con un aumento di 38.608 occupati rispetto allo stesso periodo del 2025. Più articolata, invece, la situazione sul fronte delle imprese, dell’interscambio commerciale e dell’accesso al credito.

Le valutazioni di CNA Lombardia

Il presidente di CNA Lombardia, Giovanni Bozzini, ha definito le prospettive regionali caratterizzate da una prudente riapertura verso la crescita. Secondo il rappresentante dell’associazione, la tenuta del Pil, il risultato dell’occupazione e la ripresa della propensione agli investimenti rappresentano segnali da consolidare. Bozzini ha richiamato anche la necessità di maggiore stabilità internazionale, ritenuta importante per sostenere la fiducia e contenere i costi energetici.

Sui finanziamenti destinati ai beni strumentali, il presidente ha osservato che la ripresa degli investimenti arriva dopo la frenata del biennio 2024-2025 e dopo la conclusione della fase di incentivi legati all’edilizia. CNA Lombardia segnala però l’assenza di politiche industriali sufficientemente incisive per le micro e piccole imprese, mentre gli investimenti del PNRR, secondo l’associazione, le coinvolgono spesso solo in modo indiretto.

Per quanto riguarda l’export, Bozzini ha rilevato che i valori lombardi restano sostanzialmente sugli stessi livelli del 2025, pur risultando più elevati rispetto al 2021, anno segnato dalla ripresa dopo la fase più acuta della pandemia. Il segretario di CNA Lombardia, Stefano Binda, ha invece evidenziato il calo delle erogazioni bancarie alle aziende. Tra le cause indicate figurano la minore domanda di finanziamenti, legata alle incertezze geopolitiche, e criteri istruttori e valutativi più rigidi.

Il quadro del Lodigiano

Nel territorio di Lodi le previsioni per il 2026 mostrano criticità più marcate in diversi indicatori. L’occupazione è l’unico dato in crescita, con un aumento dello 0,7% rispetto al 2025. Nello stesso periodo, però, l’export provinciale ha registrato una flessione del 21,6% nel primo trimestre, confrontato con i primi tre mesi dell’anno precedente.

Il numero complessivo delle imprese attive a giugno 2026 è diminuito del 2,3% su base annua. Ancora più accentuata la contrazione dell’artigianato, che nello stesso confronto perde il 4,4%. Anche l’accesso alle risorse finanziarie risulta in peggioramento: a marzo 2026 i prestiti concessi alle attività produttive lodigiane sono calati del 9,4% rispetto a marzo 2025.

Il rapporto segnala infine che la crescita contenuta dei consumi deve essere letta alla luce dell’inflazione. Secondo CNA Lombardia, l’aumento della spesa non corrisponde necessariamente a un maggiore livello di consumo, poiché l’incremento dei prezzi può tradursi in una riduzione dei beni e dei servizi acquistati dalle famiglie.