Scontro interno

Codogno, il Pd chiede le dimissioni di Enrico Sansotera

La richiesta è stata presentata da Cristina Baggi e Giovanni Barbaglio, ma il voto slitta per gli impegni di bilancio.

Codogno, il Pd chiede le dimissioni di Enrico Sansotera

Una parte del Partito Democratico di Codogno prende posizione contro l’ipotesi politica che si sta delineando a Castiglione d’Adda, dove l’ex esponente della Lega Enrico Sansotera potrebbe essere candidato a sindaco con il sostegno del Pd locale. La vicenda ha avuto un riflesso diretto anche nell’assemblea cittadina codognese.

Il 21 ottobre due dei tre consiglieri comunali del Pd, Cristina Baggi e Giovanni Barbaglio, hanno depositato una mozione di sfiducia nei confronti di Sansotera, che ricopre il ruolo di presidente del Consiglio comunale. Nel documento non compare invece la firma della consigliera Antonia Rizzi.

La contestazione del Pd

Al centro della richiesta c’è la distanza tra l’attuale incarico istituzionale di Sansotera e il possibile nuovo percorso politico. Sansotera è stato eletto a Codogno nelle file della maggioranza di centrodestra ed è rimasto legato alla Lega fino a poco tempo fa. Il consigliere Barbaglio ha chiesto chiarimenti pubblici sulla coerenza di questo passaggio, mentre la capogruppo Baggi ha evidenziato l’assenza di smentite o dichiarazioni ufficiali sull’operazione.

La vicenda viene inoltre collegata dai promotori ai riassetti politici in vista delle prossime elezioni provinciali. Secondo quanto sostenuto nella mozione, la presidenza dell’assemblea cittadina è un ruolo di garanzia e super partes, per il quale sarebbe necessaria la piena fiducia del Consiglio comunale.

Discussione rinviata

Per queste ragioni, i firmatari chiedono all’aula di esprimere la sfiducia al presidente e di sollecitarne le dimissioni dall’incarico. Interpellato sulla mozione, Enrico Sansotera ha scelto di non commentare.

La richiesta non sarà comunque affrontata nella seduta del 29 ottobre. All’ordine del giorno sono infatti previsti temi di bilancio e, per questo motivo, tutte le interrogazioni e le mozioni sono state rinviate a una successiva riunione del Consiglio comunale.