Emergenza sanitaria

Tempi d’attesa insostenibili: quattro casi di pazienti in difficoltà

Il Coordinamento per il diritto alla salute denuncia ritardi inaccettabili per visite e interventi.

Il Coordinamento lodigiano per il diritto alla salute ha lanciato un allarme riguardo ai lunghi tempi d’attesa per le prestazioni sanitarie, presentando quattro casi emblematici di pazienti che si trovano in difficoltà. I volontari, tra cui Andrea Viani, Enrico Bosani, Luca Delos Rios e Domenico Conia, hanno illustrato le vicende di questi cittadini durante un incontro con gli utenti.

Il primo caso riguarda Maria Ester Savarè, una paziente di Lodi che ha richiesto una densitometria ossea a fine gennaio, ma ha ricevuto un appuntamento solo per il 22 dicembre. Nonostante la richiesta di rispettare i tempi massimi di 120 giorni, l’Urp ha inizialmente respinto l’istanza, creando confusione tra primo accesso e controllo. Dopo un chiarimento con il medico di medicina generale, la paziente ha visto annullata la prenotazione a causa di un viaggio all’estero, risultando ora senza appuntamenti disponibili.

Altri casi di attesa prolungata

Un altro caso è quello di Mario Dolcini, residente a Codogno, che attende da oltre un anno e mezzo un ricovero in day hospital per una circoncisione plastica. Secondo il Coordinamento, lo specialista ha verbalmente indicato un tempo di attesa di tre mesi, ma senza documentazione scritta che confermasse la priorità, lasciando il paziente senza una data certa.

Un terzo episodio coinvolge un’ultraottantenne che, dopo una prescrizione per un intervento oculistico emessa nell’aprile 2026, ha ricevuto un appuntamento solo per febbraio 2027. Dopo un ricorso, l’Asst ha proposto un anticipo in strutture fuori provincia, come Milano o Abbiategrasso, nonostante le difficoltà logistiche legate all’età della donna e alla mancanza di accompagnatori.

Infine, il caso di Marco Notari, che dopo accertamenti iniziati nel 2023 e un intervento di resezione transuretrale della prostata programmato per gennaio 2024, è ancora in attesa da due anni e mezzo. La situazione evidenzia un problema sistemico nei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie, che necessitano di un intervento urgente.