528 firme raccolte in 40 Comuni della provincia di Lodi sostengono la proposta di legge regionale Liberi Subito sul fine vita. Il testo, promosso dall’Associazione Luca Coscioni, è stato depositato in Consiglio regionale della Lombardia insieme a 17.384 sottoscrizioni complessive provenienti dal territorio lombardo.
Il dato lodigiano riguarda una parte significativa della provincia, che conta 60 Comuni: i centri coinvolti rappresentano il 67 per cento del territorio. Delle adesioni raccolte localmente, 504 sono state sottoscritte nei cinque banchetti organizzati in provincia. La raccolta si è conclusa nel 2026, dopo una mobilitazione che ha interessato amministratori, esponenti politici e cittadini.
Il sostegno politico e istituzionale
In provincia di Lodi hanno aderito alla campagna i Giovani Democratici Lodi, il Movimento 5 Stelle Lodi e il Partito Democratico Lodi. Tra i rappresentanti istituzionali e gli amministratori indicati tra i sostenitori figurano Stefano Caserini, Manuela Minojetti, Simona Bernasconi, Silvana Cesani, Federica Colizzi, Lorenzo Maggi, Alessandro Martino, Tommaso Premoli, Gianfranca Santantonio, Maria Cristina Baggi, Ernestina Lomi Signoroni, Ivano Mariconti, Michele Merola, Barbara Onofri, Luciana Tonarelli, Mattea Valendino, Valentina Barzotti e Laura Tagliaferri.
La proposta non mira a introdurre nuovi diritti sostanziali, ma a disciplinare l’organizzazione del Servizio sanitario regionale nell’ambito definito dalla sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale. L’obiettivo è fissare procedure e tempi certi per verificare le condizioni delle persone malate che chiedono di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria, evitando ritardi ingiustificati.
Il precedente iter e i prossimi passaggi
In Lombardia una precedente raccolta aveva portato al deposito di 8.181 firme nel gennaio 2024. Nel novembre dello stesso anno il Consiglio regionale aveva però bloccato il testo approvando una pregiudiziale di costituzionalità, legata alla presunta incompetenza della Regione. Secondo i promotori, la sentenza 204 del 2025 della Corte costituzionale, relativa alla legge toscana, ha chiarito la possibilità per le Regioni di intervenire sull’organizzazione sanitaria per rendere effettivi i diritti riconosciuti dalla Consulta.
Con il deposito delle nuove sottoscrizioni, previsto il 20 settembre 2026, prende avvio l’iter istituzionale. L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale dovrà esprimersi sull’ammissibilità entro 15 giorni, con una proroga massima di 10. In caso di esito positivo, il presidente del Consiglio assegnerà il testo alla commissione competente. Terminato l’esame, e comunque entro nove mesi dall’assegnazione anche se i lavori non fossero conclusi, la proposta dovrà arrivare in Aula per la discussione e la votazione.
Cristiana Zerosi e Marco Cappato, a nome dell’Associazione Luca Coscioni e del comitato promotore lombardo, hanno chiesto che il Consiglio regionale affronti il tema superando quelli che definiscono pregiudizi e ostruzionismi. I promotori sostengono inoltre la necessità di regole stabili, applicabili indipendentemente dagli orientamenti della maggioranza politica al governo della Regione.