Dati occupazionali

Lavoro, nel Lodigiano saldo quasi azzerato nel primo semestre

Dodicimila settecentosettantasette ingressi registrati; differenziale positivo ridotto a 74 posizioni.

Lavoro, nel Lodigiano saldo quasi azzerato nel primo semestre

L’Osservatorio Provinciale di Lodi ha diffuso i dati preliminari sull’andamento dell’occupazione nel territorio durante i primi sei mesi del 2026. Le informazioni sono state elaborate sulla base della banca dati Sistema Statistico Lavoro 2.0-Istat. Il documento completo sarà reso disponibile nei prossimi giorni sul portale dell’amministrazione provinciale.

Avviamenti in calo, saldo ancora positivo

Tra gennaio e giugno sono stati registrati in provincia di Lodi 12.777 avviamenti, con una diminuzione dell’1,8% rispetto ai 13.005 rilevati nello stesso periodo del 2025. Le cessazioni dei rapporti di lavoro sono state invece 12.703, un dato sostanzialmente stabile rispetto alle 12.731 dell’anno precedente, pari a una variazione negativa dello 0,2%.

Il saldo tra contratti attivati e rapporti conclusi è rimasto positivo, ma si è ridotto in modo significativo: dalle +274 posizioni del primo semestre 2025 è passato a +74. Nello stesso periodo le proroghe sono aumentate dell’8,4%, salendo da 9.447 a 10.238. L’incremento è stato sostenuto soprattutto dal comparto della somministrazione.

La somministrazione traina le proroghe

Il tempo determinato si conferma la forma contrattuale più utilizzata nel Lodigiano, con 6.988 avviamenti, pari al 55% del totale, sebbene in calo dell’1,5%. I contratti a tempo indeterminato sono stati 2.718, il 21% delle attivazioni, con una flessione del 3,9%. Le assunzioni in somministrazione hanno raggiunto quota 2.660, anch’esse pari al 21%, segnando una crescita dello 0,8%.

L’apprendistato ha registrato 411 avviamenti, il 3% del totale, con una riduzione del 6,4%. La variazione più rilevante riguarda i prolungamenti in somministrazione, aumentati del 26%, da 4.792 a 6.056. Nello stesso periodo le proroghe dei contratti a termine sono diminuite del 10%, passando da 4.654 a 4.182. Le cessazioni nella somministrazione sono invece cresciute dell’8,4%.

La distribuzione delle attivazioni per genere è rimasta invariata rispetto al 2025: ai lavoratori sono riferibili 7.629 contratti, il 60% del totale, mentre alle lavoratrici ne risultano 5.148, pari al 40%. All’interno delle diverse forme contrattuali emergono però andamenti differenti. Le assunzioni a tempo indeterminato sono diminuite del 10,2% tra gli uomini e aumentate del 10,5% tra le donne, che rappresentano il 35% di questa categoria.

Nella somministrazione gli avviamenti maschili sono cresciuti del 10,2%, mentre quelli femminili hanno segnato una diminuzione dell’8%. Tra le lavoratrici sono calati anche l’apprendistato, del 9,3%, e le proroghe dei contratti a termine, del 14%. Le proroghe in somministrazione sono invece aumentate per entrambi i generi: del 28,6% tra le donne e del 24,6% tra gli uomini.

Giovani, meno contratti e saldo ridotto

Per la fascia compresa tra 15 e 29 anni gli avviamenti sono scesi da 4.588 a 4.462, con una flessione del 2,7%. Il dato mantiene comunque un’incidenza del 35% sul totale delle attivazioni registrate in provincia. La contrazione più marcata ha riguardato i contratti a tempo indeterminato, diminuiti dell’8%, da 649 a 597.

Tra i giovani sono calati anche gli avviamenti in apprendistato, del 5,5%, e quelli in somministrazione, del 2,6%. Il tempo determinato ha registrato una riduzione più contenuta, pari all’1%. Le cessazioni sono diminuite dello 0,7%, ma il saldo positivo della fascia giovanile è passato da +650 a +550 unità. Anche le proroghe hanno seguito l’andamento complessivo: quelle dei contratti a termine sono scese del 10,1%, mentre quelle in somministrazione sono aumentate del 17,5%.