Dati provinciali

Nel Lodigiano assunzioni in calo e saldo quasi fermo

Tra gennaio e giugno crescono le proroghe; diminuiscono gli avviamenti stabili, con la fascia 15-29 anni in maggiore difficoltà.

Nel Lodigiano assunzioni in calo e saldo quasi fermo

Il mercato del lavoro nel Lodigiano mostra segnali di sostanziale immobilità nel primo semestre del 2026. I dati dell’Osservatorio provinciale sul mercato del lavoro, elaborati attraverso il Sistema Statistico Lavoro 2.0-Istat, indicano una riduzione degli avviamenti e un saldo tra ingressi e uscite quasi nullo. Il territorio sembra quindi puntare soprattutto sulla prosecuzione dei rapporti già in essere, più che sulla creazione di nuove opportunità occupazionali.

Tra gennaio e giugno sono stati registrati 12.777 avviamenti, con una diminuzione dell’1,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, a fronte di 12.703 cessazioni stabili. Il saldo positivo si è fermato a 74 rapporti di lavoro, contro i 274 dell’anno precedente. In controtendenza, le proroghe sono salite a 10.238, con un incremento dell’8,4%. A trainare la crescita è stata soprattutto la somministrazione, aumentata del 26%, da 4.792 a 6.056 contratti.

Le forme contrattuali

Il tempo determinato resta la formula più utilizzata, con 6.988 avviamenti, pari al 55% del totale, sebbene in calo dell’1,5%. Seguono il tempo indeterminato, con 2.718 contratti e una flessione del 3,9%, e la somministrazione, con 2.660 avviamenti, in aumento dello 0,8%. L’apprendistato scende invece a 411 contratti, con una riduzione del 6,4%.

Il quadro presenta anche differenze tra uomini e donne. Gli uomini rappresentano il 60% degli avviamenti, mentre alle donne spetta il restante 40%. Per la componente maschile gli ingressi a tempo indeterminato diminuiscono del 10,2%, mentre la somministrazione cresce del 10,2%. Tra le donne, al contrario, il tempo indeterminato aumenta del 10,5% e raggiunge il 35% del totale della tipologia. Diminuiscono però la somministrazione, dell’8%, l’apprendistato, del 9,3%, e le proroghe a termine, del 14%.

La situazione degli under 30

Le difficoltà maggiori riguardano i giovani tra i 15 e i 29 anni. Nel semestre gli avviamenti sono stati 4.462, il 2,7% in meno rispetto al 2025, con una contrazione che interessa tutte le principali tipologie contrattuali. Il tempo indeterminato passa da 649 a 597 contratti, segnando una perdita dell’8%, il calo più rilevante tra le fasce d’età considerate.

Si riducono anche l’apprendistato, del 5,5%, e la somministrazione, del 2,6%. Il saldo positivo degli under 30 scende da 650 a 550 rapporti. L’unico dato in crescita riguarda le proroghe nella somministrazione, aumentate del 17,5%. I numeri dell’Osservatorio delineano così un mercato provinciale che fatica a trasformare gli ingressi in occupazione stabile, con una particolare penalizzazione per le nuove generazioni.