Lodi ospita domenica 11 ottobre 2026 un incontro dedicato alle persone morte nel Mediterraneo e al difficile percorso per restituire loro un’identità. Il confronto, promosso da ResQ – People Saving People nell’ambito del Festival della Fotografia Etica, si concentrerà sugli oggetti personali recuperati insieme ai corpi: monete, spazzolini, chiavi, quaderni e frammenti di indumenti che possono offrire elementi utili per ricostruire le storie di chi aveva intrapreso il viaggio verso l’Europa.
L’appuntamento, dal titolo Ciò che resta. Identità, memoria e responsabilità nel Mediterraneo, è in programma alle 11 nella Sala Granata della Biblioteca Laudense. Interverranno Luciano Scalettari, presidente di ResQ, Pietro Bartolo, medico di Lampedusa già europarlamentare e presidente di Rete Lampedusa, e Alganesh Fessaha, medica ayurvedica e fondatrice di Gandhi Charity, impegnata nella tutela dei profughi nel Corno d’Africa. A moderare sarà Antonio Colombi, componente del direttivo di ResQ, presidente di Mlfm e direttore della Caritas Lodigiana.
Il percorso espositivo
Il dibattito accompagna la mostra Musa – Dare voce al silenzio, allestita nel vicino Caffè Letterario e inserita nel circuito Off del festival. L’esposizione riunisce 23 fotografie realizzate nel 2025 da Daniela Borsari, Domenico Giberti e Cesare Augello. Gli scatti documentano l’attività del Labanof, il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università Statale di Milano, incaricato di identificare i corpi senza nome, e del Musa, il Museo Universitario delle Scienze Antropologiche, Mediche e Forensi per i Diritti Umani.
La mostra è articolata in quattro sezioni: Invocazione – La Musa e la Memoria, Tracce – Gli oggetti che parlano, Identità interrotte – Le storie e Resti e Resilienza. Il percorso parte dalla figura simbolica della Musa e utilizza i reperti per affrontare il tema della memoria e della dignità delle persone scomparse. L’obiettivo dichiarato è evitare la spettacolarizzazione del dolore e proporre una riflessione sul valore di ogni vita, oltre i numeri e le statistiche.
Secondo i promotori, gli oggetti recuperati dal mare possono diventare tracce di esistenze interrotte e contribuire a richiamare l’attenzione sul dovere di dare un nome alle vittime e fornire risposte ai familiari. La fotografia viene quindi presentata come uno strumento capace di collegare ricerca scientifica, memoria e responsabilità pubblica, mantenendo al centro discrezione e rispetto.
La mostra dedicata a Il Giorno
La visita alla mostra di ResQ potrà essere affiancata da quella dedicata ai 70 anni de Il Giorno, allestita negli spazi di accesso alla Sala Granata della Biblioteca Laudense. L’esposizione ripercorre, attraverso pannelli, articoli e prime pagine, sette decenni di cronaca regionale e nazionale del quotidiano fondato nel 1956, che fino a pochi anni fa aveva anche una sede di corrispondenza a Lodi. L’inaugurazione si è svolta l’8 ottobre alla presenza del sindaco Andrea Furegato.
Il Festival della Fotografia Etica, con le mostre distribuite in diverse sedi del centro di Lodi, resterà aperto fino al 25 ottobre 2026. Le esposizioni saranno visitabili ogni sabato e domenica, con orario continuato dalle 9.30 alle 20.