Dopo la tragedia

Lodi ricorda Jacopo, morto a 15 anni su un traliccio

Un compagno chiede di fermare sarcasmo e giudizi online, mentre l’istituto prepara sostegno psicologico per gli studenti.

Lodi ricorda Jacopo, morto a 15 anni su un traliccio

La comunità di Lodi piange Jacopo Trabattoni, il quindicenne morto folgorato dopo essersi arrampicato su un traliccio dell’alta tensione nelle campagne della città. Accanto al dolore della famiglia e degli amici, è emersa anche la necessità di difendere la memoria del ragazzo dai giudizi, dalle battute e dal sarcasmo comparsi sui social dopo la tragedia.

A prendere posizione è stato un compagno di scuola, sostenuto da altri coetanei. Il giovane, studente dello stesso istituto frequentato da Jacopo, ha affidato alla Rete un messaggio semplice: «Era una persona», non soltanto un quindicenne, un numero o un esempio di ciò che non si dovrebbe fare. Una richiesta di rispetto rivolta a chi ha commentato la vicenda senza considerare il dolore di chi conosceva il ragazzo.

Il messaggio dei compagni

«Mi dispiace leggere battute e anche commenti che sono evitabilissimi. Era un mio amico e venerdì è morto. Non era solo un quindicenne o un numero, o un esempio di cosa non fare. Era una persona», ha scritto il compagno. Il tono non è quello dello scontro, ma un invito a ricordare che dietro una notizia ci sono famiglie, amicizie e storie personali.

Jacopo studiava al liceo artistico Callisto Piazza di Lodi, dopo aver frequentato il liceo Gandini e aver superato l’esame integrativo per l’ammissione alla seconda classe del Piazza. La sua morte ha sconvolto l’ambiente scolastico e l’intera comunità. A piangerlo sono il padre Luca, architetto lodigiano, la madre Gioia e il fratello.

«I compagni di studi di Jacopo, più che addolorati, sono sconvolti. Faremo interventi di supporto anche con psicologi per ascoltarli e aiutarli a superare quanto accaduto», ha spiegato Daniela Verdi, dirigente scolastica del Callisto Piazza. L’istituto dovrà accompagnare gli studenti nell’elaborazione di un lutto improvviso e difficile da comprendere.

Scuola e passioni

La dirigente ha sottolineato la responsabilità della scuola nell’educazione e nell’accompagnamento degli adolescenti, anche di fronte ai rischi del mondo digitale. «Dobbiamo lavorare per formare una cittadinanza digitale», ha detto, annunciando che, dopo il momento della riflessione, si cercherà di organizzare qualcosa in ricordo del ragazzo.

Nella sua giovane vita Jacopo aveva praticato diverse attività attraverso l’associazione Sportime: atletica, rugby, corsa campestre e la guida dei mini go-kart. Si era poi avvicinato al parkour e allo skateboard. Passioni e incontri che restituiscono il ritratto di un adolescente curioso, impegnato nella scuola e nello sport. Per i suoi compagni, resta soprattutto un figlio, un fratello, un amico, con sogni e interessi, e non un bersaglio per giudizi o battute.