Sicurezza

Rapina in banca a Sant’Angelo, bandito in fuga col bottino

Due coniugi raccontano l’attesa all’esterno; dipendenti chiusi in un ripostiglio, indagini affidate all’Arma

Rapina in banca a Sant’Angelo, bandito in fuga col bottino

Rapina nella filiale UniCredit di via Madre Cabrini, a Sant’Angelo Lodigiano, dove un uomo solitario ha fatto irruzione mentre all’interno si trovavano tre dipendenti e un giovane cliente. L’episodio è avvenuto lunedì, poco prima delle 11.30. Il malvivente, entrato approfittando dell’apertura della porta, ha annunciato il colpo portando con sé una borsa.

All’esterno, nel frattempo, alcuni clienti attendevano di poter entrare. Tra loro c’era una coppia di santangiolini, che non riusciva a comprendere il motivo della chiusura. I due hanno raccontato di aver pensato inizialmente a un semplice disservizio: dalla strada non potevano vedere ciò che stava accadendo all’interno. Dopo circa mezz’ora hanno rinunciato e sono tornati a casa, apprendendo solo in seguito della rapina attraverso i siti dei giornali.

Il cliente fatto uscire dalla filiale

Durante l’azione, il rapinatore avrebbe cercato di coinvolgere anche il correntista presente nella banca, senza però riuscire a farsi capire. I dipendenti hanno quindi accelerato le operazioni richieste dal giovane e lo hanno invitato a uscire, evitando che rimanesse coinvolto nella situazione. La fase più concitata è arrivata successivamente, quando l’uomo ha mostrato un’arma contenuta nella borsa e ha puntato contro gli impiegati una forbice presa dalla scrivania.

Il bandito, che indossava parrucca, mascherina e occhiali, ha sequestrato il personale in uno sgabuzzino. È rimasto nella filiale per circa due ore, in attesa dell’apertura di due casseforti temporizzate. Il bottino non è ancora stato quantificato con precisione, ma, secondo le prime informazioni, ammonterebbe a diverse migliaia di euro.

Filiale chiusa e indagini dei carabinieri

Il giorno successivo la banca è rimasta chiusa. Sulla porta è stato affisso un cartello che indicava la chiusura per problemi tecnici. Ettore Necchi, coordinatore della sede lodigiana della Fabi, ha riferito di essere passato per portare la solidarietà del sindacato ai colleghi, sottolineando il trauma vissuto dagli impiegati durante la rapina.

Nelle filiali del Lodigiano non si verificavano da diversi anni rapine con sequestro, anche grazie ai sistemi di sicurezza, alle casseforti temporizzate e alle nuove procedure bancarie. L’ultimo episodio ricordato risale a dicembre 2019, quando tre rapinatori tennero sotto controllo per un’ora dipendenti e un cliente del Banco Bpm di Marudo. Intanto i carabinieri hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza e proseguono le ricerche dell’autore del colpo.