Sant’Angelo Lodigiano è al centro delle indagini dei carabinieri dopo l’assalto alla filiale UniCredit di via Madre Cabrini. Il colpo è avvenuto nella mattinata di lunedì 21 settembre 2026, quando un uomo con il volto travisato è entrato nell’istituto di credito e ha minacciato le persone presenti mostrando un’arma.
Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, il rapinatore avrebbe agito da solo. Si tratterebbe di un italiano di circa 40-45 anni, entrato nella banca approfittando dell’apertura della porta. Indossava una parrucca, una mascherina e occhiali da sole e aveva con sé una borsa. I militari stanno acquisendo le immagini delle telecamere interne ed esterne e stanno raccogliendo le testimonianze per ricostruire gli spostamenti dell’uomo prima e dopo il colpo.
Il cliente fatto uscire dalla filiale
La rapina è iniziata poco prima delle 11.30. All’interno della filiale c’erano tre dipendenti e un giovane cliente, impegnato nelle proprie operazioni e inizialmente inconsapevole di quanto stesse accadendo. I lavoratori sarebbero riusciti a farlo uscire senza informarlo della presenza del malvivente, accelerando le procedure e invitandolo a lasciare i locali attraverso una breve e concitata trattativa.
Dopo l’uscita del cliente, il rapinatore avrebbe preso il controllo della situazione e costretto i tre bancari a rimanere chiusi in uno sgabuzzino. L’uomo è rimasto nella filiale per circa due ore, in attesa dell’apertura delle casseforti temporizzate. Tra gli scrigni ci sarebbe stato anche quello collegato al bancomat: soltanto al termine delle procedure di sicurezza avrebbe potuto prelevare il denaro.
Il bottino e le testimonianze
Il bottino è ancora in fase di quantificazione, ma dalle prime informazioni ammonterebbe a diverse migliaia di euro. Il rapinatore avrebbe lasciato la banca all’orario di chiusura, riuscendo a far perdere le proprie tracce. Sul posto sono intervenute diverse pattuglie dei carabinieri, che hanno ascoltato dipendenti e clienti e acquisito i filmati della videosorveglianza.
Durante l’assalto, alcune persone si trovavano all’esterno della filiale senza sapere che all’interno fosse in corso una rapina. Due coniugi di Sant’Angelo Lodigiano hanno raccontato di essere arrivati intorno alle 11.30 per svolgere normali operazioni e di non essere riusciti a entrare, nonostante l’orario di apertura. La coppia è rimasta davanti all’ingresso per diversi minuti, pensando a un disservizio, prima di tornare a casa. La notizia dell’accaduto è stata appresa soltanto in seguito attraverso articoli pubblicati online.
La filiale è rimasta chiusa il giorno successivo per consentire gli accertamenti. Ai lavoratori coinvolti è arrivata la solidarietà della Fabi, espressa con la visita di Ettore Necchi, dirigente nazionale e coordinatore della sede di Lodi.