La Via Francigena compie un primo passo verso il riconoscimento come patrimonio mondiale dell’Unesco. La candidatura italiana ha ricevuto il parere preliminare favorevole di Icomos, l’organismo internazionale che affianca l’Unesco nella valutazione dei siti candidati. L’esito consente ora di avviare la preparazione del dossier completo, in vista della prosecuzione dell’iter di candidatura.
Il progetto riguarda il tratto italiano dell’antico itinerario, dal Passo del Gran San Bernardo a Roma, e interessa sette Regioni: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lazio. Il percorso coinvolge anche il territorio del Lodigiano, con i Comuni di Orio Litta e Senna Lodigiana, oltre al Piacentino. Per queste aree, il possibile riconoscimento rappresenta una prospettiva di valorizzazione del patrimonio storico, religioso e turistico legato al cammino.
Il lavoro per il dossier
La fase successiva sarà coordinata dalla Toscana, Regione capofila, con il coinvolgimento delle altre amministrazioni interessate. L’Associazione europea delle Vie Francigene e il comitato scientifico continueranno a fornire il supporto tecnico necessario alla costruzione della documentazione richiesta. Il percorso di candidatura, avviato nel 2015 a Fidenza, entra così in una fase considerata decisiva e richiederà ancora circa un paio d’anni di lavoro.
Francesco Ferrari, presidente dell’Associazione europea delle Vie Francigene dal luglio 2024, ha definito positivo il risultato della valutazione preliminare. Secondo Ferrari, il via libera di Icomos consente di proseguire con fiducia verso l’obiettivo, mantenendo il metodo di lavoro sviluppato dall’associazione nell’ultimo decennio. Le attività preparatorie, ha spiegato, sono già iniziate.
Le ricadute sul turismo
Il riconoscimento Unesco potrebbe rafforzare l’attrattività dell’itinerario e sostenere nuove opportunità per i territori attraversati. Nel corso dell’ultimo periodo, circa 60mila pellegrini e turisti hanno percorso la Via Francigena. Oltre il 53% dei visitatori, secondo i dati citati da Ferrari, proviene da Paesi extraeuropei, tra cui Stati Uniti, Canada, Australia, Brasile e diverse nazioni asiatiche.
La candidatura riguarda quindi un itinerario che non è soltanto legato alla dimensione religiosa, ma anche alla mobilità lenta e alla scoperta dei territori. Per il Lodigiano e il Piacentino, il riconoscimento potrebbe contribuire a consolidare la presenza internazionale del percorso, mentre le istituzioni regionali saranno chiamate a proseguire il lavoro comune fino alla definizione del dossier e alle successive valutazioni.