Comunità lodigiana

Sant’Ireneo e l’antico rito per chiedere la pioggia

L’urna resterà accessibile fino al termine della settimana su richiesta di agricoltori e fedeli, alle prese con una lunga fase senza precipitazioni.

Sant’Ireneo e l’antico rito per chiedere la pioggia

A Maleo, nel Lodigiano, la prolungata assenza di precipitazioni e le alte temperature hanno spinto agricoltori e fedeli a riproporre un’antica consuetudine religiosa. Nella chiesa del paese è stata esposta la reliquia di Sant’Ireneo, davanti alla quale la comunità si riunisce per chiedere l’arrivo della pioggia e affidare alla Provvidenza le campagne provate dalla siccità.

L’iniziativa è stata promossa dal parroco don Alessandro Lanzani, dopo la richiesta arrivata dagli operatori agricoli e da numerosi cittadini. L’esposizione solenne è avvenuta domenica scorsa e proseguirà fino alla fine della settimana, così da consentire a tutti di recarsi in chiesa, sostare davanti all’urna e partecipare alla preghiera.

Una tradizione legata all’Adda

La devozione della comunità affonda le proprie radici nel 1725, quando il marchese Manfredo Trecchi donò alla popolazione la reliquia, proveniente da Roma. Il viaggio verso il territorio lodigiano avvenne lungo il corso del fiume Adda, con l’accoglienza nei pressi della Cascina Bosco Trecchi. Il legame con l’acqua ha contribuito a consolidare, nel corso dei secoli, la consuetudine di rivolgersi al santo nei periodi in cui la terra soffre per la mancanza di piogge.

La reliquia è abitualmente custodita nella cappella di San Sebastiano. La sua esposizione viene riproposta anche in occasione di fasi di particolare difficoltà per il comparto agricolo, come quella attuale, segnata da caldo intenso, afa e scarsità di precipitazioni. Le condizioni stanno mettendo sotto pressione le coltivazioni e le risorse idriche del territorio, in un quadro di emergenza climatica che interessa vaste aree.

Fede e vicinanza agli agricoltori

Il parroco ha chiarito che il rito non deve essere interpretato come una pratica superstiziosa, ma come un gesto di fede e di affidamento. La comunità chiede a Dio l’acqua, considerata un bene essenziale per la vita, riconoscendo al tempo stesso i limiti dell’uomo di fronte ai fenomeni naturali.

La preghiera rappresenta inoltre un segno di vicinanza alle persone che lavorano nei campi. Attraverso l’esposizione della reliquia, i cittadini intendono accompagnare la fatica quotidiana degli agricoltori e affidare con speranza la produzione dei terreni e il futuro delle famiglie che dipendono dall’attività agricola.