Adattamento termico

Rifugi climatici a Lodi contro il caldo estremo

Alberi, teli sospesi e spazi pubblici accessibili tra misure allo studio per proteggere anziani e persone fragili.

Rifugi climatici a Lodi contro il caldo estremo

Una rete di rifugi climatici, più alberi e coperture ombreggianti nelle aree di passaggio e aggregazione. Sono alcune delle misure previste dalla bozza del Piano comunale di adattamento ai cambiamenti climatici presentata alla Commissione ambiente e territorio del Comune di Lodi. L’obiettivo è ridurre gli effetti delle ondate di calore, offrendo luoghi sicuri soprattutto alle persone anziane e a chi non dispone di impianti di climatizzazione in casa.

Spazi pubblici contro le ondate di calore

Il progetto prevede l’apertura prolungata di alcuni edifici pubblici nei giorni di massima allerta. I locali, climatizzati e facilmente raggiungibili, dovranno essere riconoscibili attraverso una segnaletica dedicata e una mappa online. Tra le sedi individuate in via preliminare figurano l’ex Caffè letterario della biblioteca, il futuro Opificio della cultura, la Casa del quartiere di piazza Martiri della Libertà, gli spazi universitari di Veterinaria e lo Spazio Sottosopra all’Isola Caprera.

Nell’elenco provvisorio sono compresi anche l’ex Fanciullezza, la scuola dell’infanzia Jasmin, il Teatrino Musitelli e il centro anziani di via Carducci. Il Comune valuta inoltre il coinvolgimento di associazioni e parrocchie, tra cui il circolo Archinti. Per alcune strutture potrebbero essere necessari interventi di isolamento e il potenziamento degli impianti. La rete dovrà coordinarsi con il Cold Spot attivato dall’Asst per la stagione estiva.

Alberi e teli nelle piazze

Accanto agli interventi negli edifici, il piano indica la necessità di aumentare la presenza di alberi e di realizzare ombreggiature artificiali nei luoghi più frequentati. Tra le soluzioni allo studio ci sono i toldos, teli tesi tra edifici o strutture leggere, già utilizzati in città come Madrid, Siviglia e Malaga per limitare l’esposizione diretta al sole. Le prime aree ipotizzate sono le piazze Albarola, Castello, Matteotti e Sommariva.

La proposta nasce dall’andamento delle temperature registrato nel territorio. Nel 2026, secondo i dati delle stazioni Arpa del Lodigiano, sono state rilevate oltre 90 giornate sopra i 30 gradi e circa 60-70 notti tropicali. I numeri hanno spinto l’amministrazione a definire misure di adattamento rivolte sia agli spazi pubblici sia alla protezione delle fasce più esposte agli effetti del caldo.