Ricordo collettivo

Lodi saluta Jacopo, il quindicenne morto sul traliccio

Amici e compagni si sono riuniti all’Archinti, mentre proseguono gli accertamenti sulla tragedia nelle campagne

Lodi saluta Jacopo, il quindicenne morto sul traliccio

Lodi si è stretta alla famiglia di Jacopo Rossi Trabattoni, il quindicenne morto folgorato dopo essere salito su un traliccio dell’alta tensione nelle campagne di Cascina Bottedo. La commemorazione si è svolta negli spazi del Circolo culturale Ettore Archinti, in viale Pavia, alla presenza soprattutto di amici e coetanei del ragazzo.

Il momento di raccoglimento ha riportato al centro la figura di Jacopo, al di là delle domande sulle circostanze della sua morte. I presenti hanno voluto salutare un ragazzo di quindici anni, ancora ricordato con incredulità da una comunità profondamente colpita dalla tragedia.

Il ricordo della scuola

Jacopo aveva frequentato lo scorso anno il liceo scientifico Gandini e da poche settimane si era trasferito al Piazza. Già venerdì, il mondo della scuola lo aveva ricordato con un minuto di silenzio nelle classi, accompagnato dal suono della campana. La commemorazione all’Archinti ha dato seguito a quel momento, offrendo ad amici e compagni uno spazio per condividere il dolore.

Il ritrovamento del corpo era avvenuto la sera di venerdì 25 settembre, su una delle strutture del traliccio nelle campagne al confine con Lodi Vecchio. Nei giorni successivi l’attenzione si era concentrata sulla ricostruzione di quanto accaduto e sulle ragioni che avevano portato il ragazzo a salire sulla struttura dell’alta tensione.

Gli accertamenti sulla morte

Le indagini della Squadra mobile, coordinate dalla Procura di Lodi, sono ancora in corso. Gli investigatori hanno esaminato le immagini delle telecamere presenti nella zona e i dispositivi del ragazzo, nel tentativo di ricostruire i suoi ultimi movimenti e chiarire il contesto della vicenda.

L’ipotesi iniziale di una possibile sfida social non ha finora trovato riscontri concreti. La madre, Gioia Farina, l’ha respinta definendola sciacallaggio. Durante la commemorazione, però, le ricostruzioni investigative sono rimaste sullo sfondo: all’Archinti hanno prevalso il silenzio, la vicinanza alla famiglia e il bisogno di ricordare Jacopo insieme.