Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello del Comune riguardo all’idoneità dell’area per l’installazione di un impianto fotovoltaico nella frazione Triulza, dando ragione alla Five-E Italy Green. La sentenza della Quarta sezione è stata pronunciata dopo l’udienza del 18 giugno e ha confermato il rigetto delle contestazioni sollevate dall’Amministrazione locale.
La controversia ha avuto inizio con la richiesta presentata dal Comune il 23 dicembre 2024 per il progetto di realizzazione dell’impianto fotovoltaico tra le vie Don Botti e Anna Maria Belloni. L’Amministrazione aveva messo in discussione l’idoneità dell’area, citando la sua vicinanza alla chiesa di Santa Maria Assunta, un bene culturale tutelato e le normative sulla fascia di rispetto di 500 metri per gli impianti fotovoltaici.
Controversie e decisioni
In aggiunta, il Comune ha sollevato dubbi sulla disponibilità delle superfici classificate come “acque”. La Five-E ha risposto sostenendo che il terreno fosse idoneo in quanto situato a meno di 500 metri da stabilimenti industriali esistenti. Nella Conferenza dei servizi, la Regione aveva chiarito che le aree catalogate come “acque” non rientravano nel reticolo idrico principale lombardo e che non erano demaniali.
Il Consiglio di Stato ha stabilito che le disposizioni contestate sono autonome e alternative, rigettando anche le obiezioni formulate dalla Provincia riguardo a nuove limitazioni per gli impianti fotovoltaici a terra nelle aree agricole, dichiarando che la nuova norma non sia applicabile nel caso di Triulza. Dopo la sentenza, il Comune ha comunicato che sta valutando le possibili azioni da intraprendere, ma che ci vorrà tempo per definire i prossimi passi.