Un pubblico numeroso ha riempito domenica pomeriggio la sala Santelli del Municipio di Codogno, durante l’incontro dedicato agli Internati Militari Italiani. La partecipazione ha spinto il sindaco Francesco Passerini a ipotizzare già un possibile seguito per il percorso di ricerca avviato in città, a conferma dell’interesse suscitato dalla vicenda degli oltre 250 concittadini internati nei campi di prigionia tedeschi.
Il progetto, promosso dall’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, punta a ricostruire le storie degli uomini che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di mettersi al servizio del nazifascismo e scelsero la prigionia. Una scelta che li espose alla deportazione e che, secondo quanto emerso durante l’incontro, è rimasta a lungo ai margini del racconto pubblico del Dopoguerra.
Il lavoro negli archivi
Alla base dell’iniziativa c’è un’attività di ricerca condotta sulle schede biografiche dei reduci, recuperate negli scantinati della sezione dal presidente Nico Bescapè e successivamente riordinate dall’archivista Elisa Frontori. Tra i nomi censiti figurano anche l’artista alpino Giuseppe Novello e Gino Reguzzi, storico presidente dell’Ancr.
Durante la conferenza, lo storico Michele Cattane ha definito la vicenda degli Imi vittima di un oblio di Stato, attribuito alle forze politiche del Dopoguerra. Un vuoto che Codogno ha iniziato a colmare attraverso il recupero dei documenti e la restituzione alla comunità delle biografie dei suoi internati. Alla discussione ha partecipato anche Giuseppe Mazzarra, referente dell’Anei di Lodi.
Le iniziative in programma
Il percorso proseguirà domenica, in occasione della Giornata Nazionale degli Imi. Le iniziative prenderanno il via alle 20 nel palazzo municipale, con una commemorazione. Alle 21, la sala teatrale del polo fieristico di viale Medaglie d’Oro ospiterà lo spettacolo Memoria di un ritorno. L’importanza di dire No.
La pièce è tratta dal libro Ho detto No di Antonella Asti e vede Paolo Pintabona impegnato nell’adattamento, nella regia e nell’interpretazione. L’ingresso sarà libero fino all’esaurimento dei posti. L’appuntamento intende riportare al centro della memoria cittadina la scelta compiuta dagli internati e il significato del loro rifiuto, attraverso una combinazione di testimonianze documentali, commemorazione e teatro.