Situazione critica

Emergenza Muzza: temperatura dell’acqua in calo, ma resta l’allerta

La temperatura dell'acqua nella Muzza è scesa a 26 gradi, ma l'attenzione rimane alta dopo la moria di pesci.

Emergenza Muzza: temperatura dell’acqua in calo, ma resta l’allerta

Cornegliano Laudense, 3 agosto 2026 – Dopo la strage di storioni e la moria di pesci causate dal surriscaldamento delle acque della Muzza, arrivano segnali positivi riguardo l’emergenza ambientale che ha colpito il Lodigiano. La temperatura dell’acqua è scesa a 26 gradi, ben lontana dai 33-35 gradi registrati giovedì scorso, quando si era verificato il disastro nell’allevamento ittico di Sesmones, dove erano morti tutti gli storioni e gran parte delle anguille, con un danno economico stimato in circa 1,5 milioni di euro.

Misure adottate e risultati

Il presidente del Consorzio di bonifica Muzza Bassa Lodigiana, Ettore Grecchi, ha spiegato che la società EP ha ottenuto l’autorizzazione a mantenere una produzione ridotta di energia fino al 5 agosto. La percentuale definitiva di produzione sarà simile a quella adottata nei giorni scorsi, quando era stata ridotta di circa 65%. Inoltre, l’aumento della portata della Muzza ha contribuito a migliorare la situazione: il Consorzio dell’Adda sta derivando sette metri cubi al secondo in più d’acqua, traducendosi in circa quattro-quattro metri e mezzo di metri cubi aggiuntivi nel canale.

Il miglioramento della temperatura dell’acqua è il risultato delle misure adottate nelle ore successive all’emergenza. La riduzione della produzione della centrale termoelettrica EP e il maggiore afflusso d’acqua hanno consentito di abbassare sensibilmente la temperatura del canale e limitare le conseguenze sull’ecosistema. Tuttavia, l’attenzione rimane alta, poiché il Consorzio dell’Adda ha avvertito che, in assenza di precipitazioni sulle montagne, potrebbe rendersi necessaria una nuova riduzione della portata disponibile.

Contatti con i Comuni e valutazione dei danni

Grechi ha sottolineato la disponibilità della società EP a continuare ad adeguare la produzione in funzione della portata della Muzza e dell’evoluzione della situazione. Nel frattempo, proseguono i contatti con diversi Comuni del territorio, che hanno richiesto aggiornamenti costanti sull’evoluzione dell’emergenza e sui possibili rischi futuri. Sul fronte ambientale, rimangono visibili alcune carcasse di pesci trascinate dalla corrente, anche se le operazioni di rimozione hanno eliminato la parte più consistente.

“Dopo quanto accaduto ci siamo concentrati prima sulla ricostruzione delle cause e poi sulla valutazione dei danni”, ha concluso Grecchi. “C’è il pesantissimo danno aziendale subito dall’allevamento di Sesmones, ma c’è anche quello ambientale. Grazie alle manovre effettuate, con i cinque metri cubi aggiuntivi inizialmente concessi dal Consorzio dell’Adda e con l’intervento di EP, siamo riusciti a ridurre la moria dei pesci. Qualche perdita purtroppo c’è stata, ma abbiamo scongiurato un danno ambientale ben più grave per tutto il sistema della Muzza e del Lodigiano.”