Emergenza ambientale

Emergenza ambientale nel canale Muzza: misure per salvare gli ecosistemi

Interventi per ridurre il surriscaldamento dell'acqua dopo la moria di pesci.

Emergenza ambientale nel canale Muzza: misure per salvare gli ecosistemi

A quattro giorni dalla moria di pesci che ha colpito il canale Muzza, sono arrivati segnali di miglioramento. L’emergenza ambientale, che ha causato la morte di tutti gli storioni allevati nell’impianto di Sesmones e di gran parte delle anguille, con un danno economico stimato in circa un milione e mezzo di euro, sembra essersi attenuata grazie agli interventi messi in campo nelle ultime ore. La situazione resta sotto osservazione, ma i dati rilevati fanno sperare che il peggio sia stato evitato.

Interventi per il raffreddamento

Il presidente del Consorzio di bonifica Muzza Bassa Lodigiana, Ettore Grecchi, ha illustrato gli effetti delle misure adottate per ridurre il surriscaldamento dell’acqua utilizzata dalla centrale di Tavazzano per raffreddare gli impianti. “La società EP ha ottenuto l’autorizzazione a mantenere una produzione ridotta di energia fino al 5 agosto – spiega –. La percentuale definitiva è ancora in fase di valutazione, ma dovrebbe essere sostanzialmente analoga a quella applicata nei giorni scorsi, circa il 65 per cento.”

Determinante si è rivelato anche l’incremento della portata della Muzza, ottenuto grazie all’intervento del Consorzio dell’Adda. “A Cassano d’Adda ora vengono derivati sette metri cubi al secondo in più – precisa Grecchi – che, all’altezza dello scarico della centrale termoelettrica di Tavazzano con Villavesco, si traducono in circa quattro-quattro metri e mezzo di metri cubi aggiuntivi nel canale. Ieri mattina la temperatura dell’acqua era di 26 gradi, molto distante dai 33-35 gradi registrati giovedì.

Prospettive future

Dal Consorzio dell’Adda è poi arrivata l’indicazione che, in assenza di precipitazioni sulle montagne, potrebbe rendersi necessaria una nuova riduzione delle portate disponibili. Una prospettiva che imporrà ulteriori valutazioni sulla produzione della centrale e sulle modalità di gestione dell’acqua di raffreddamento. “Abbiamo riscontrato una grande disponibilità da parte della società EP – sottolinea Grecchi – che si è impegnata a continuare ad adeguare la produzione in funzione della portata della Muzza e dell’evoluzione della situazione”.

Intanto proseguono le interlocuzioni con diversi Comuni del Lodigiano e lo smaltimento delle carcasse ancora presenti trascinate dalla corrente. “Siamo riusciti a limitare la moria. Qualche perdita c’è stata, ma è stato evitato un danno ambientale ben più grave per l’intero ecosistema della Muzza e del Lodigiano” conclude.