Nel Lodigiano le ore di cassa integrazione autorizzate nei primi nove mesi del 2026 sono aumentate del 271% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato si distingue dall’andamento complessivo della Lombardia, dove invece si registra una riduzione, e riaccende l’attenzione sulle difficoltà del sistema produttivo e sulle possibili conseguenze per l’occupazione nella provincia di Lodi.
A segnalare la situazione è la UIL, che chiede alle istituzioni un monitoraggio costante delle crisi aziendali e interventi a tutela dei lavoratori. Il sindacato sollecita inoltre ammortizzatori sociali efficaci e percorsi di formazione e riqualificazione professionale da avviare già durante i periodi di sospensione dell’attività.
Il quadro lombardo
Tra gennaio e settembre 2026 in Lombardia sono state autorizzate complessivamente 63,6 milioni di ore di cassa integrazione, contro i 72,2 milioni dello stesso periodo del 2025. La diminuzione è quindi dell’11,9%, un calo inferiore a quello rilevato su scala nazionale, pari al 21,9%.
Il dato regionale, tuttavia, presenta elementi di criticità. La cassa integrazione ordinaria è diminuita del 23,3%, mentre quella straordinaria è cresciuta del 16,8%, arrivando a 24,1 milioni di ore. La componente straordinaria rappresenta così il 37,9% del totale regionale, rispetto al 28,6% di un anno prima. Secondo la lettura della UIL, l’incremento è indicativo di situazioni aziendali più complesse, legate a ristrutturazioni, riorganizzazioni e crisi strutturali.
L’andamento non è uniforme tra le province lombarde. A Varese le ore complessive sono aumentate del 52,1%, mentre la componente straordinaria ha registrato un incremento del 351,6%. Crescono anche i valori di Lecco, con un aumento del 6,6%, e di Milano, dove a settembre è stata rilevata una crescita complessiva del 10,5%. Sul piano dei comparti, l’industria concentra il 93% delle autorizzazioni. La meccanica è il settore più esposto, con 16,1 milioni di ore di cassa integrazione straordinaria, pari al 66,9% del totale regionale.
Le richieste del sindacato
Salvatore Monteduro, segretario confederale della UIL Lombardia, invita a non fermarsi alla riduzione media delle ore autorizzate. A suo giudizio, la crescita della cassa straordinaria impone di seguire l’evoluzione delle crisi e di verificare gli esiti dei piani industriali, garantendo la tutela dei posti di lavoro e percorsi strutturati di formazione.
Antonio Albrizio, segretario generale della UIL Lombardia, descrive il quadro come una transizione industriale complessa, con rischi sociali concentrati soprattutto nella filiera metalmeccanica e in alcune province. Il sindacato chiede un patto territoriale per il lavoro che sostenga una politica industriale attiva e impedisca che il costo della trasformazione ricada sulle lavoratrici e sui lavoratori.
Per il Lodigiano, Luca Pannullo, coordinatore territoriale della UIL, definisce l’aumento del 271% un campanello d’allarme per il tessuto economico e occupazionale locale. La richiesta rivolta alle istituzioni è di seguire da vicino le difficoltà produttive, rafforzare le tutele e attivare interventi mirati per le persone coinvolte. L’obiettivo indicato dal sindacato è evitare che la crescita della cassa integrazione si trasformi in una perdita permanente di posti di lavoro e in un indebolimento dell’economia provinciale.