Cure mininvasive

A Lodi un nuovo percorso per le terapie muscolo-scheletriche

Coinvolti pazienti con ernia lombare e artrosi del ginocchio non candidabili alla protesi

A Lodi un nuovo percorso per le terapie muscolo-scheletriche

Le unità di Radiologia Interventistica e Ortopedia dell’ospedale di Lodi stanno mettendo a punto un nuovo percorso terapeutico dedicato a pazienti selezionati con patologie muscolo-scheletriche. Il progetto nasce dalla collaborazione tra le due specialità, dirette rispettivamente da Antonio Arrichiello e Filippo Rivolta, e prevede l’impiego di procedure interventistiche mini-invasive.

Il percorso per i pazienti selezionati

Il Percorso Organizzativo Dedicato è in fase di completamento e dovrebbe essere ultimato nelle prossime settimane. I primi pazienti, tuttavia, sono già stati sottoposti ai trattamenti previsti. L’iniziativa riguarda condizioni cliniche non ancora avanzate, per le quali non è indicata un’operazione chirurgica tradizionale.

Gli ambiti di applicazione individuati sono due: l’ernia del disco associata a lombosciatalgia e la gonalgia artrosica, cioè il dolore al ginocchio legato al progressivo consumo della cartilagine. In quest’ultimo caso, il trattamento è rivolto ai pazienti che non sono ancora candidabili all’impianto di una protesi. La selezione dei casi consente di indirizzare alle procedure interventistiche le persone per le quali può essere evitato, almeno in questa fase, il ricorso alla chirurgia tradizionale.

La ricerca sulle lesioni epatiche

Parallelamente, la struttura diretta da Arrichiello prosegue lo sviluppo di un protocollo di ricerca basato su un software per valutare l’efficacia e la completezza dell’ablazione delle lesioni tumorali epatiche. La procedura viene utilizzata per distruggere le cellule malate senza incisioni chirurgiche e consente tempi di recupero brevi per il paziente.

Nel 2025 all’ospedale di Lodi sono stati eseguiti 700 interventi, rispetto ai 613 dell’anno precedente. Per il 2026 è prevista una crescita ulteriore, con un volume che potrebbe superare gli 800 interventi. L’incremento riguarda in particolare le ablazioni delle metastasi epatiche originate da tumori del colon, un’attività che si affianca al nuovo percorso dedicato alle patologie muscolo-scheletriche.