Confronto provinciale

Ambrosoli, la dirigente: nessuno studente è rimasto in piedi

Antonia Rizzi respinge la ricostruzione dei consiglieri e chiarisce il modello di spostamento tra aule e laboratori

Ambrosoli, la dirigente: nessuno studente è rimasto in piedi

L’avvio dell’anno scolastico all’istituto professionale Ambrosoli di viale Resistenza, a Lodi, è stato accompagnato da una discussione sulla disponibilità di sedie e arredi. A intervenire è la dirigente scolastica Antonia Rizzi, dopo la denuncia dei consiglieri provinciali di Lodi Giulia Baggi di Fratelli d’Italia, Francesco Passerini della Lega e Mauro Salvalaglio di Forza Italia. Secondo gli esponenti politici, nel plesso si sarebbero verificati disagi tali da costringere alcuni studenti ad arrangiarsi durante le lezioni.

La replica della dirigente

Rizzi contesta questa rappresentazione e precisa che la situazione registrata nel primo giorno di scuola non sarebbe stata quella descritta dai consiglieri. La mancanza di alcune sedie, spiega, non avrebbe compromesso né il regolare svolgimento delle attività didattiche né il benessere degli studenti. Nessun alunno sarebbe stato costretto a seguire le lezioni in piedi o a trovare soluzioni improvvisate, chiarisce la dirigente, secondo cui l’istituto ha garantito la normale operatività fin dall’inizio.

Nel suo intervento, la dirigente richiama anche il contesto più generale con cui la scuola si è confrontata negli ultimi anni, dalla crisi pandemica ai cantieri legati al Pnrr. Situazioni che, afferma, non hanno fermato la didattica. Il riferimento serve a inquadrare le difficoltà organizzative dell’avvio, ma Rizzi esclude che queste abbiano prodotto una condizione di emergenza all’interno del plesso di viale Resistenza.

Il sistema di rotazione delle aule

Un altro punto della replica riguarda la cosiddetta rotazione delle aule. Gli studenti dell’Ambrosoli non hanno un’aula assegnata stabilmente alla singola classe: gli spazi sono organizzati in base alle materie e alle attività previste. Al cambio dell’ora, quindi, sono gli alunni a spostarsi verso l’aula o il laboratorio destinato alla lezione successiva. La rotazione è una modalità organizzativa adottata da diversi anni, precisa Rizzi, e non una conseguenza casuale della carenza di spazi o arredi.

La dirigente sostiene che il modello sia stato studiato, monitorato e verificato nel tempo, con ricadute positive sia sull’organizzazione sia sul piano didattico. La scuola respinge dunque l’idea di una gestione improvvisata degli spostamenti e ribadisce che il sistema è parte della programmazione ordinaria dell’istituto.

Rizzi conclude rassicurando sulle condizioni attuali del plesso: gli arredi risultano completi e l’istituto è pienamente operativo. La precisazione arriva al termine del confronto aperto dalle dichiarazioni dei consiglieri provinciali, che avevano segnalato la presenza di sedie mancanti e possibili disagi per gli studenti. La dirigente conferma invece che le attività si sono svolte regolarmente e che nessun alunno è stato lasciato senza una sistemazione adeguata.