Sanità territoriale

Lodi, nuovo ambulatorio per le malattie intestinali croniche

Dal 23 settembre assistenza specialistica, esami avanzati e percorsi integrati per i casi più complessi.

Lodi, nuovo ambulatorio per le malattie intestinali croniche

A partire dal 23 settembre 2026, l’Ospedale Maggiore di Lodi attiverà un ambulatorio di secondo livello dedicato alle malattie infiammatorie croniche intestinali, tra cui la rettocolite ulcerosa e la malattia di Crohn. Il servizio nasce con l’obiettivo di seguire anche i pazienti con quadri più complessi senza costringerli a rivolgersi a strutture fuori provincia.

Un percorso multidisciplinare

Il nuovo ambulatorio rappresenta un ampliamento delle attività di Gastroenterologia dell’ospedale. La gestione è affidata alla gastroenterologa Roberta Marino, in servizio al Maggiore dal 2008, e al medico internista Andrea Latorre, con esperienze al Policlinico San Matteo di Pavia e al Centro IBD di Leeds, nel Regno Unito. Il lavoro clinico è già iniziato dall’inizio dell’estate, mentre l’attivazione ufficiale è prevista per settembre.

Il servizio opererà in collaborazione con Endoscopia Digestiva e Medicina Interna, oltre che con un’équipe infermieristica dedicata. In base alle necessità, il percorso potrà coinvolgere reumatologi, oculisti, nutrizionisti e chirurghi. La struttura sarà accessibile nell’area dei Poliambulatori dell’ospedale, con prenotazione tramite richiesta del medico di medicina generale o dello specialista.

Il percorso diagnostico comprende la colonscopia con biopsia e tecniche di imaging come l’enteroRMN e l’ecografia delle anse intestinali. Secondo quanto spiegato dai responsabili, una diagnosi tempestiva è importante perché queste patologie possono presentarsi con sintomi sfumati oppure con esordi più severi, tali da richiedere il ricovero. Le terapie possono includere farmaci antinfiammatori, cortisone, immunosoppressori e, nei casi indicati, farmaci biologici.

Chirurgia mininvasiva e robotica

La chirurgia è considerata parte del percorso terapeutico quando la risposta ai farmaci non è sufficiente o insorgono complicanze. Pietro Bisagni, direttore della Chirurgia Generale di Lodi, riferisce che circa il 30-40% dei pazienti con malattia di Crohn necessita di un intervento entro dieci anni dalla diagnosi, mentre il 10-15% delle persone con rettocolite ulcerosa può avere bisogno di una proctocolectomia. Gli interventi possono essere eseguiti con tecniche mininvasive e con l’ausilio del robot Da Vinci.

Ogni anno sono circa 200 i pazienti che si rivolgono all’ambulatorio di Gastroenterologia dell’Ospedale di Lodi. Il nuovo servizio di secondo livello punta a concentrare nella struttura lodigiana diagnosi, trattamento e monitoraggio delle forme più impegnative delle malattie infiammatorie croniche intestinali.