Il Comitato Pendolari del Lodigiano e Sud Milano chiede di avviare senza ulteriori rinvii il quadruplicamento ferroviario dei 14 chilometri tra Lodi e Tavazzano con Villavesco. La posizione è stata espressa il 13 settembre 2026, nel confronto sul futuro della tratta Milano-Lodi e sulle ipotesi di potenziamento della linea Milano-Piacenza.
Secondo i pendolari, il tratto Tavazzano-Lodi rappresenta uno dei principali nodi tecnici dell’infrastruttura. La configurazione attuale, sostengono, non consente di separare adeguatamente i servizi regionali, merci e Intercity e rende più difficile l’introduzione di una fermata a Lodi Università-Zucchetti. Per questo il Comitato sollecita un intervento autonomo, senza attendere la definizione di un progetto più ampio tra Melegnano e Rogoredo.
La richiesta del Comitato
Il Comitato contesta l’ipotesi di inserire il quadruplicamento dei 14 chilometri in un’operazione complessiva, considerata più complessa e destinata a richiedere tempi più lunghi. Nella loro valutazione, i fondi per la progettazione sarebbero già stati stanziati da tempo e il tracciato comprenderebbe, in parte, vecchi binari nelle antistazioni di Lodi e Tavazzano, mentre il resto si svilupperebbe in area campestre.
I pendolari temono che l’accorpamento con altri interventi possa rinviare ancora progetto, finanziamento e cantieri. Il ritardo, avvertono, avrebbe conseguenze dirette sull’utenza, costretta a utilizzare più frequentemente strade statali, autostrade, bretelle e tangenziali a causa delle criticità del servizio ferroviario. La richiesta è quindi di procedere per gradi: prima il quadruplicamento Tavazzano-Lodi, ritenuto necessario anche per sostenere le maggiori frequenze previste con il raddoppio della tratta Piadena-Codogno, poi gli altri interventi.
Le valutazioni della Regione
La presa di posizione segue l’intervento della consigliera regionale del Pd Roberta Vallacchi, che ha definito deludenti e nebulose le risposte dell’assessorato regionale sul progetto. Vallacchi ha ricordato di avere presentato una prima interrogazione nel marzo 2025 e una seconda, più articolata, nei primi giorni di luglio 2026.
In base a quanto riferito dalla consigliera, lo studio del progetto sarebbe ora previsto per marzo 2028, rispetto alla precedente indicazione di fine 2026. Inoltre, le analisi capacitive e trasportistiche collegate all’aggiornamento della programmazione infrastrutturale avrebbero evidenziato la necessità di superare la soluzione del quadruplicamento Tavazzano-Lodi, giudicata non più pienamente adeguata alle esigenze attuali e future della direttrice.
Vallacchi ha annunciato la richiesta di un’audizione in Commissione Infrastrutture e mobilità con l’assessore Lucente, Rfi e Trenord. Tra le ipotesi indicate dalla Regione figurano una maggiore attenzione alle criticità tra Milano Rogoredo e San Donato Milanese, possibili alternative progettuali e nuove fermate, tra cui San Giuliano-Zivido e una non meglio precisata Lodi Nord. Resta inoltre sul tavolo una riorganizzazione complessiva dell’offerta ferroviaria lungo la direttrice Milano-Lodi. Il Comitato chiede ora tempi certi e decisioni operative su un intervento discusso da circa vent’anni.