Convivenza religiosa

Il dialogo tra fedi al centro dell’incontro istituzionale

Amadou Bâ ha richiamato il valore della conoscenza reciproca per superare pregiudizi e costruire fiducia.

Il dialogo tra fedi al centro dell’incontro istituzionale

La conoscenza reciproca e il confronto tra comunità religiose sono stati al centro della visita di El Hadji Thierno Amadou Bâ, Califfo Generale di Bambilor, in Senegal, ricevuto ieri pomeriggio nella sala consiliare di Palazzo Broletto. L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle confessioni religiose e della comunità senegalese presente sul territorio.

Ad accogliere la guida spirituale musulmana sono stati il sindaco Andrea Furegato e il presidente del Consiglio comunale Antonio Uggè. Alla visita hanno partecipato anche don Luca Corini, in rappresentanza della Diocesi, l’imam Abdo El Sayed, le autorità religiose locali e una delegazione della comunità senegalese. L’appuntamento è stato promosso da Marco Baratto, impegnato sui temi del confronto interreligioso in Lombardia.

Il cambiamento della comunità

Furegato ha descritto una città attraversata da trasformazioni sociali e culturali, sottolineando la necessità di accompagnarle attraverso il rispetto delle identità e delle tradizioni. Secondo il sindaco, la comunità non è più quella di un secolo fa e continuerà a cambiare, ma la coesione sociale potrà essere costruita soltanto attraverso collaborazione e ascolto.

Nel suo intervento, il primo cittadino ha definito queste occasioni strumenti utili per favorire la conoscenza tra persone con origini e riferimenti differenti. Il confronto, ha spiegato, consente di affrontare le diversità senza contrapposizioni e di rafforzare la partecipazione alla vita della comunità. Il riferimento è stato collegato anche al progetto Lodi, città del dialogo, richiamato nel corso dell’incontro.

La diplomazia religiosa

Amadou Bâ ha posto l’accento sul concetto di diplomazia religiosa, spiegando che prima delle differenze di fede, cultura o provenienza esiste una comune appartenenza all’umanità. La conoscenza dell’altro, secondo il Califfo, aiuta a ridurre i pregiudizi e a costruire fiducia.

Il confronto tra religioni, ha aggiunto, non dovrebbe essere attivato soltanto quando emergono crisi o tensioni, ma diventare uno strumento stabile di prevenzione, mediazione e cooperazione. Una prospettiva che, nel suo intervento, è stata collegata a questioni come le migrazioni, la crisi ambientale e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

La convivenza tra comunità religiose sperimentata in Senegal è stata indicata come un possibile riferimento per il percorso avviato sul territorio. Amadou Bâ ha sostenuto che riconoscere la pluralità culturale e religiosa come una risorsa può contribuire a costruire relazioni più solide e a promuovere nuove forme di collaborazione. Uggè ha sintetizzato il significato dell’appuntamento richiamando il rapporto tra confronto e pace: senza dialogo, ha detto, la pace non può arrivare.