Resta alta la tensione davanti al polo logistico Lidl di Somaglia, dove i lavoratori sostenuti dal Si Cobas Pavia hanno proseguito la mobilitazione con un presidio ai cancelli. La protesta, descritta come iniziativa a oltranza, è ripresa dopo il mancato accordo emerso dal confronto istituzionale convocato per affrontare le questioni sollevate dalle maestranze.
Il presidio si è svolto dalle 6 alle 19.30 di giovedì e ha interessato gli accessi al magazzino. Al termine dell’incontro in Prefettura, i lavoratori hanno deciso di riprendere il blocco dei cancelli, ritenendo insoddisfacente l’esito del tavolo. La mobilitazione è sostenuta dal sindacato Si Cobas Pavia, che ha indicato nella sicurezza e nelle condizioni di lavoro i principali punti della vertenza.
Il confronto in Prefettura
Secondo quanto riferito, la dirigenza dell’azienda non ha accettato di avviare una trattativa a livello locale. La disponibilità manifestata riguarderebbe invece un confronto esclusivamente su scala nazionale. Il mancato avvio di un negoziato territoriale ha portato alla ripresa immediata dell’iniziativa davanti alla struttura di Somaglia.
La giornata è stata caratterizzata anche da un’azione dimostrativa all’interno di un supermercato. Alcuni manifestanti, dopo essere entrati mimetizzandosi tra i clienti con i carrelli della spesa, hanno mostrato le bandiere sindacali e intonato slogan di protesta. L’iniziativa si è aggiunta al presidio organizzato all’esterno del centro logistico.
Le richieste dei lavoratori
Il coordinatore provinciale del Si Cobas di Pavia, Ani Ait-Ettalb, ha ribadito che la piattaforma rivendicativa comprende diversi aspetti del rapporto di lavoro. Tra le richieste figurano la garanzia del rispetto delle norme di sicurezza e la fine di quelle che il sindacato definisce presunte discriminazioni nei confronti degli iscritti.
Nel pacchetto sono inclusi anche il riconoscimento dei ticket mensa, la retribuzione delle pause e la trasformazione dei contratti da part-time a full-time. Su questi temi, al momento, non è stato raggiunto un accordo a livello locale. La protesta davanti al magazzino è quindi proseguita in attesa di un possibile confronto nazionale.