Bilancio regionale

Approvato il bilancio 2026-2028: più fondi per sanità e infrastrutture

Il Consiglio regionale della Lombardia approva il bilancio triennale mantenendo invariate le tasse.

Approvato il bilancio 2026-2028: più fondi per sanità e infrastrutture

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato a maggioranza il Rendiconto generale 2025 e l’Assestamento di Bilancio 2026-2028, una manovra finanziaria che mira a liberare risorse per le priorità del territorio, tra cui sanità, mobilità, istruzione, sicurezza e sviluppo, mantenendo inalterata la pressione fiscale su famiglie e aziende.

Tra i risultati più significativi, il disavanzo è stato ridotto da 2,95 milioni di euro a 2,29 milioni, diminuendo così la necessità di indebitamento. Il presidente della Commissione Bilancio, Davide Caparini (Lega), ha sottolineato l’efficienza della gestione finanziaria, affermando che la manovra dimostra che è possibile sostenere investimenti senza aumentare il carico fiscale.

Investimenti e priorità

Il Fondo sanitario regionale crescerà di 45 milioni di euro, superando i 23 miliardi per ciascun anno del triennio. Sono previsti 2 milioni di euro per una sperimentazione contro l’obesità per pazienti fragili. Per l’istruzione, sono stati stanziati 16 milioni di euro di risorse correnti, di cui 11,6 milioni per il diritto-dovere all’istruzione.

Per la mobilità e le infrastrutture, sono previsti 6,5 milioni di euro per il potenziamento delle metrotranvie di Bergamo e 25 milioni di euro per la metrotranvia Milano-Desio-Seregno. Inoltre, 5,4 milioni all’anno saranno destinati alla manutenzione del reticolo idrico e delle vasche di laminazione contro il rischio idrogeologico.

Critiche dell’opposizione

Le opposizioni hanno criticato la manovra, denunciando un taglio ai fondi per il welfare di oltre 20 milioni di euro e l’assenza di misure per contrastare l’emergenza climatica. Tra le loro preoccupazioni, la mancanza di un piano di sostegno agli affitti e le inefficienze nella gestione del patrimonio abitativo di Aler, con troppi alloggi sfitti rispetto alla crescente domanda delle famiglie lombarde.