Confronto civico

368 firme a Sant’Angelo Lodigiano contro il nuovo senso di marcia

I promotori contestano percorsi più lunghi e rischi agli incroci, chiedendo un riesame dell’assetto deciso dall’amministrazione.

368 firme a Sant’Angelo Lodigiano contro il nuovo senso di marcia

Sono salite a 368 le firme raccolte a Sant’Angelo Lodigiano per chiedere al Comune di rivedere l’organizzazione della circolazione in via Madre Cabrini. La mobilitazione, avviata dopo la modifica del senso di marcia diventata operativa il 3 agosto 2026, prosegue a tre mesi dall’intervento dell’amministrazione.

A portare avanti la protesta sono i residenti Paolo Sommariva, Anna Anelli e Pinuccia Avogadri, insieme ad altri cittadini. Il comitato contesta la riorganizzazione approvata con una delibera del 16 luglio 2026, sostenendo che il nuovo assetto abbia complicato gli spostamenti quotidiani e aumentato le situazioni di rischio in corrispondenza degli incroci.

Il confronto con l’amministrazione

La contrarietà era stata formalizzata prima dell’entrata in vigore della modifica. Il 1° agosto 2026 i residenti avevano depositato in municipio una lettera per esprimere la propria opposizione e chiedere chiarimenti sulle ragioni del provvedimento. Il sindaco ha risposto il 26 settembre, fissando un incontro per il 10 ottobre, al quale hanno partecipato tredici cittadini.

A riceverli sono stati il sindaco, la vicesindaca Eleonora Boneschi, l’assessore all’Ambiente Giovanni Sgualdi, il presidente del Consiglio comunale Stefano Pozzi e Cristiano Devecchi. Durante la riunione i cittadini hanno illustrato le criticità riscontrate e chiesto di riconsiderare le scelte sulla circolazione. In seguito l’amministrazione ha prospettato la costituzione di una commissione con la partecipazione di rappresentanti dei residenti.

Un ulteriore confronto si è svolto il 17 ottobre 2026 con cinque esponenti del comitato, il consigliere di maggioranza delegato alla Viabilità Cristiano Bassi e il presidente del Consiglio comunale Stefano Pozzi. Secondo i promotori, però, anche dopo questo passaggio non sarebbero arrivati cambiamenti concreti.

Le criticità segnalate

Al centro della contestazione c’è il cambiamento dei percorsi per chi arriva dalla casa di cura e raggiunge la zona del parco con la statua di Santa Francesca Cabrini e del Bar del Pellegrino. In precedenza era possibile svoltare a destra in via Armando Diaz, verso il Bar Nanà, la pasticceria e il cimitero, oppure a sinistra in via del Pellegrino, per tornare verso la casa di cura e proseguire in direzione di via della Costa.

Con la nuova organizzazione, invece, gli automobilisti devono proseguire fino alla zona dell’agenzia viaggi, superando la banca, prima di poter svoltare a sinistra e completare il tragitto. Il percorso viene giudicato troppo lungo e poco funzionale, soprattutto nelle ore di maggiore traffico. Tra le difficoltà indicate dal comitato c’è anche la gestione dei mezzi per la raccolta dei rifiuti: quando il camion occupa la carreggiata, si formano code e le alternative per uscire dalla zona risultano limitate.

Le preoccupazioni principali riguardano però la sicurezza. Con il nuovo assetto gli stop sono passati da due a tre, mentre chi arriva da via Diaz ha la precedenza. I residenti segnalano una visibilità ridotta all’incrocio, nonostante la presenza dello specchio stradale, e riferiscono di episodi in cui alcuni automobilisti non avrebbero rispettato lo stop. Via Madre Cabrini è inoltre interessata dal passaggio di corrieri e altri veicoli.

L’ultimo passaggio risale al 6 novembre 2026, quando il comitato ha ricevuto i verbali di tre sedute della commissione Lavori pubblici, Viabilità ed Ecologia, ottenuti dopo una richiesta di accesso agli atti presentata il 22 ottobre. I documenti riguardano le riunioni del 1° dicembre 2025, del 6 luglio 2026 e del 19 ottobre 2026. Nei verbali più recenti si parla della modifica della circolazione in via Madre Cabrini, mentre quello del dicembre 2025 riguarda un dissuasore da installare in via Costa. Le firme sono ora sul tavolo del Comune, che dovrà fornire una risposta sulla richiesta di riaprire il confronto e valutare soluzioni alternative.