Emergenza sicurezza

Tre morti sul lavoro in provincia di Lodi nel primo semestre 2026

Il dato sull'incidenza di mortalità supera la media regionale, collocando Lodi in zona rossa.

Tre morti sul lavoro in provincia di Lodi nel primo semestre 2026

Nel primo semestre del 2026, la provincia di Lodi ha registrato 3 morti sul lavoro, un dato allarmante che colloca il territorio in zona rossa per rischio lavorativo. Con un’incidenza di 29,8 decessi per milione di occupati, la situazione di Lodi è nettamente peggiore rispetto alla media regionale di 11,6 e a quella nazionale di 14,5.

Il report semestrale dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre ha tracciato il bilancio delle vittime lavorative nei primi sei mesi dell’anno. I 3 infortuni mortali avvenuti in Lodi sono tutti occorsi in occasione di lavoro, senza registrare morti in itinere. Anche se i numeri assoluti sono minori se paragonati a poli industriali come Milano e Brescia, l’incidenza rende Lodi il territorio più critico della Lombardia.

Il panorama della sicurezza in Lombardia

In Lombardia, nel primo semestre del 2026, si sono verificati 75 decessi complessivi, di cui 53 sul posto di lavoro e 22 in itinere. Sebbene si riscontri un leggero calo rispetto al 2025, la regione si conferma con il numero più alto di vittime a livello nazionale. Lodi, insieme a Mantova e Brescia, si trova nella fascia a massimo rischio, con istanze di 27,2 e 24,9 rispettivamente.

Le statistiche rivelano anche una drammatica vulnerabilità di certe categorie. Tra i lavoratori stranieri, infatti, il 36% delle vittime registrate è straniero. Le fasce d’età più colpite sono quelle degli over 55, con 22 decessi, seguiti dai 45-54 e gli over 65.

Necessità di interventi mirati

L’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Vega, ha sottolineato l’importanza di non trascurare questi dati: “Il calo complessivo è positivo, ma non deve nascondere le criticità. A Lodi, il rischio resta elevato, e urge una maggiore attenzione nei settori critici. Le statistiche indicano infatti necessità di interventi mirati per la prevenzione e la formazione nei luoghi di lavoro”. La situazione attuale richiede quindi azioni urgenti, in particolare per salvaguardare la comunità lodigiana dal grave fenomeno degli infortuni mortali.