Trasporto locale

Pendolari chiedono di accelerare il quadruplicamento Lodi-Tavazzano

Chiarimenti giudicati insufficienti: la proposta è separare l’opera dalle estensioni verso Melegnano e Rogoredo.

Pendolari chiedono di accelerare il quadruplicamento Lodi-Tavazzano

Il Comitato pendolari del Lodigiano e Sud Milano torna a chiedere che il potenziamento della linea ferroviaria venga realizzato per fasi, partendo dal tratto compreso tra Lodi e Tavazzano. La presa di posizione arriva dopo le risposte fornite dalla Regione a un’interrogazione della consigliera regionale Roberta Vallacchi, giudicate dal sodalizio e dalla stessa esponente politica deludenti e nebulose.

La richiesta sul tratto prioritario

Al centro della controversia c’è la posizione di Rfi, orientata a superare la soluzione del quadruplicamento della tratta Tavazzano-Lodi perché ritenuta non più pienamente adeguata alle esigenze attuali e future. I pendolari temono però che la complessità del nuovo progetto possa tradursi in un ulteriore rallentamento degli interventi. Per questo chiedono di concentrarsi subito sui 14 chilometri tra Lodi e Tavazzano, senza subordinare l’opera ai lavori previsti tra Melegnano e Rogoredo.

Secondo il Comitato, proprio quel segmento rappresenta il principale problema tecnico della linea: la configurazione attuale non consente di separare adeguatamente i servizi Regionali, Merci e Intercity e non permette di realizzare una fermata a Lodi-Università-Zucchetti. Da qui la richiesta di procedere innanzitutto con il quadruplicamento dei binari, per il quale i fondi destinati alla progettazione risultano già stanziati da anni.

Il timore di nuovi rinvii

Nel progetto, osservano i pendolari, una parte significativa dell’intervento potrebbe utilizzare vecchi binari già presenti nelle antistazioni di Lodi e Tavazzano, mentre il resto del tracciato attraverserebbe la campagna. Il Comitato contesta quindi l’ipotesi di inserire i 14 chilometri in un’opera molto più ampia, che comprenderebbe anche il collegamento tra Melegnano e Rogoredo e richiederebbe passaggi burocratici, espropri complessi e costosi.

Il rischio indicato dall’associazione è che l’integrazione in un progetto più articolato diventi un motivo per rinviare ulteriormente il finanziamento e la realizzazione del potenziamento. I pendolari definiscono inoltre irragionevole attendere l’esito degli iter amministrativi legati agli espropri, sostenendo che la priorità dovrebbe essere un intervento autonomo e immediatamente cantierabile sul tratto Lodi-Tavazzano.

La protesta riguarda anche le ricadute sul servizio quotidiano. Secondo il Comitato, il malfunzionamento del trasporto ferroviario spinge molti utenti a riversarsi su strade statali, autostrade, bretelle e tangenziali. La proposta è dunque procedere per gradi: prima il quadruplicamento dei 14 chilometri, ritenuto necessario anche per accogliere le maggiori frequenze previste dal raddoppio della tratta Piadena-Codogno, e solo successivamente affrontare gli altri interventi della linea.