Credito locale

Nel Lodigiano chiusi 50 sportelli bancari in pochi anni

Fabi segnala il bisogno di supporto per anziani e utenti poco abituati agli strumenti online

Nel Lodigiano chiusi 50 sportelli bancari in pochi anni

Circa 50 sportelli bancari sono stati chiusi negli ultimi anni nel Lodigiano, mentre cresce la richiesta di assistenza da parte di lavoratori, pensionati ed ex dipendenti. A tracciare il quadro è Ettore Necchi, segretario coordinatore provinciale della Fabi, che richiama l’attenzione sugli effetti della progressiva riduzione della presenza fisica degli istituti di credito.

Le conseguenze per cittadini e famiglie

La contrazione della rete non riguarda soltanto l’organizzazione delle banche, ma incide anche sulla vita quotidiana di cittadini e famiglie. Le difficoltà maggiori riguardano soprattutto gli anziani e le persone che hanno meno familiarità con i servizi digitali, per le quali il rapporto diretto con una filiale continua a rappresentare un’esigenza concreta.

«In una provincia come la nostra, segnata dalla progressiva desertificazione bancaria e dalla chiusura di circa 50 sportelli, abbiamo scelto di prestare un’attenzione particolare anche agli esodati e ai pensionati», sottolinea Necchi. L’obiettivo indicato dal sindacato è garantire ascolto e supporto a chi rischia di avere sempre meno punti di riferimento fisici.

La crescita della Fabi e le trasformazioni del settore

Parallelamente ai cambiamenti del comparto, la Fabi di Lodi ha registrato un aumento della propria base associativa. Gli iscritti sono oggi quasi 1.400, tra bancari in servizio, esodati e pensionati, rispetto ai circa 165 del 1993. Dall’ultimo congresso provinciale, svolto nel marzo 2023, si sono aggiunte altre 180 persone.

L’organizzazione collega la crescita anche all’ampliamento dei servizi rivolti agli iscritti e alle loro famiglie. Gli uffici gestiscono circa 2mila dichiarazioni dei redditi tra modelli 730 e Redditi Persone fisiche, oltre a 140 pratiche Isee, 30 modelli Red, 60 pratiche di successione e 20 relative a colf e badanti. L’attività comprende inoltre assistenza per locazioni, contratti, comodati d’uso e altre pratiche di welfare e consulenza.

Nel frattempo, digitalizzazione e intelligenza artificiale stanno modificando l’organizzazione del lavoro bancario, il rapporto con la clientela e le competenze richieste agli operatori. Secondo la Fabi, questi cambiamenti dovranno essere affrontati nei prossimi rinnovi dei contratti collettivi nazionali del settore Abi e del credito cooperativo per il triennio 2026-2028, insieme al recupero del potere d’acquisto, alla difesa dei salari e a nuove garanzie per i lavoratori.

Un’attenzione specifica viene riservata anche al credito cooperativo, affinché i processi di razionalizzazione e contenimento dei costi non peggiorino le condizioni di lavoro. La priorità indicata è conciliare l’evoluzione tecnologica con la tutela dell’occupazione e dei diritti, mantenendo il collegamento con il territorio. Il prossimo appuntamento della Fabi è fissato per il 7 novembre 2026 alle 9.30, al ristorante Isola Caprera di Lodi.