Francesco Broglia è il nuovo responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale di Endoscopia Digestiva e Gastroenterologia dell’ASST di Lodi. Il medico prende il posto di Piera Leoni, andata in pensione nelle scorse settimane, e guiderà un servizio attivo all’Ospedale Maggiore di Lodi e nel presidio ospedaliero di Codogno.
La struttura afferisce al Dipartimento Chirurgico diretto da Pietro Bisagni e svolge attività diagnostica e terapeutica sia per i pazienti ricoverati sia in regime ambulatoriale. Il cambio al vertice si inserisce in una fase di continuità organizzativa, con un’offerta rivolta a diverse patologie dell’apparato digerente e alle situazioni che richiedono interventi in urgenza.
Il percorso professionale
Laureato e specializzato all’Università degli Studi di Pavia, Broglia ha maturato una precedente esperienza al Policlinico San Matteo di Pavia. È in servizio all’ASST di Lodi dal 2018, dove ha sviluppato un’attività diagnostica e operativa concentrata in particolare sulle patologie delle vie biliari.
Nel suo percorso professionale figurano circa 30mila procedure endoscopiche, il 15% delle quali operative o svolte in condizioni di emergenza e urgenza. Il medico è inoltre autore di oltre 70 pubblicazioni scientifiche e, dal 2023, insegna nella sezione lodigiana del Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi di Milano.
Prestazioni e tecnologie
Secondo i dati dell’ASST, nei presidi di Lodi e Codogno vengono effettuati ogni anno quasi 8mila esami strumentali e più di 2mila visite gastroenterologiche. Le attività comprendono gastroscopie, colonscopie, indagini sulle vie biliari e pancreatiche, oltre all’enteroscopia con videocapsula per lo studio dell’intestino tenue.
Il servizio comprende anche lo screening per la prevenzione del tumore del colon-retto, le attività di fisiopatologia digestiva e un servizio di pronto intervento attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Sono inoltre disponibili ricovero e osservazione per gli interventi di chirurgia endoscopica complessa e per i casi che richiedono la sedazione profonda del paziente.
Tra le apparecchiature introdotte negli ultimi anni figura il video ecoendoscopio, utilizzato per analizzare e campionare lesioni e patologie benigne o maligne. La tecnologia consente di svolgere direttamente nei presidi lodigiani esami che in precedenza potevano richiedere l’invio dei pazienti in altri centri ospedalieri.
All’Ospedale Maggiore viene inoltre praticato il rendez-vous chirurgico-endoscopico, una procedura mininvasiva che riunisce in un’unica seduta il lavoro di chirurghi ed endoscopisti. La tecnica è impiegata soprattutto per la calcolosi della colecisti e del coledoco e permette di contenere i tempi di degenza e il rischio di complicanze post-operatorie.