Scontro amministrativo

Aprica ricorre al Tar contro la gara sui rifiuti

L’azienda sostiene che l’affidamento scada nel 2031, mentre l’ente locale lo considera cessato dal 2018.

Aprica ricorre al Tar contro la gara sui rifiuti

È scontro sulla gestione dei servizi di igiene urbana a Lodi, dove Aprica spa ha presentato un ricorso al Tar della Lombardia contro la gara indetta dal Comune per l’affidamento delle attività di raccolta e spazzamento dei rifiuti. La procedura, strutturata in più lotti, è stata pubblicata dall’amministrazione comunale alla fine di giugno 2026.

La società, operatore del Gruppo A2A, contesta la legittimità del bando e della determina dirigenziale con cui il Comune ha disposto la cessazione del rapporto in essere. Il contenzioso ruota attorno alla durata del contratto di servizio, una questione che coinvolge anche gli atti amministrativi e i piani finanziari approvati negli anni dall’ente locale.

Il nodo della scadenza contrattuale

Secondo Aprica, l’affidamento originario, avviato nel 2001 con l’allora municipalizzata Astem, avrebbe una scadenza naturale fissata al 2031. L’azienda sostiene che la prosecuzione del rapporto sia stata ritenuta legittima nel tempo attraverso diversi provvedimenti comunali e i piani economici e finanziari adottati dalla stessa amministrazione.

Il Comune di Lodi sostiene invece una ricostruzione opposta. Per l’amministrazione, il contratto si sarebbe estinto il 31 dicembre 2018, in applicazione delle disposizioni nazionali riguardanti le società pubbliche quotate. Da questa interpretazione è derivata la decisione di procedere con una nuova gara per riassegnare i servizi di igiene urbana.

Il ricorso davanti ai giudici amministrativi

Nel ricorso depositato al Tar della Lombardia, Aprica denuncia, tra gli altri profili, il travisamento dei fatti, il difetto di competenza del dirigente rispetto al consiglio comunale e la violazione del principio del legittimo affidamento. La società chiede quindi l’annullamento del bando multilotto e degli atti collegati alla cessazione del precedente rapporto.

La società richiama inoltre un procedimento già pendente davanti al Consiglio di Stato, al quale è stato presentato appello contro una precedente sentenza del Tar. L’esistenza di quel giudizio rappresenta, secondo Aprica, un ulteriore elemento da considerare prima di procedere alla riassegnazione del servizio.

Con la nuova iniziativa giudiziaria, l’operatore punta a tutelare la continuità della gestione e a evitare che l’esito della gara possa incidere sulle decisioni ancora attese dalla giustizia amministrativa. La controversia, che ha un valore economico di milioni di euro, sarà ora esaminata dai magistrati del Tar di Milano.