Il 21 luglio 2026, il presidente di Confagricoltura Milano Lodi e Monza Brianza, Francesco Pacchiarini, ha formalmente richiesto all’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi l’attivazione della procedura di accertamento dei danni causati da una violenta ondata di grandine e fortunali che ha colpito il Sud Milanese e il Lodigiano tra il 17 e il 20 luglio. Le tempeste hanno provocato danni ingenti alle produzioni agricole e alle strutture rurali in ben 28 comuni.
Le aree più colpite includono Carpiano, Cerro al Lambro, Melegnano, Milano e San Zenone al Lambro, oltre a numerosi centri della provincia di Lodi come Borghetto Lodigiano, Borgo San Giovanni, Caselle Lurani e Lodi. Le tempeste hanno distrutto campi di mais prossimi alla raccolta, orticole, foraggi, serre e coperture di stalle e cascine.
“Nel giro di pochi minuti molte delle nostre imprese hanno visto compromesso il lavoro di un’intera annata”, ha dichiarato Pacchiarini. “Il mais era a poche settimane dalla raccolta e ora ci troviamo di fronte a una situazione drammatica. Ci siamo attivati subito per stimare i danni e chiediamo alla Regione di avviare senza ritardi l’accertamento e la delimitazione delle aree colpite.”
Impatto dei cambiamenti climatici
Questo evento rappresenta la quarta grandine violenta registrata in una sola settimana in Lombardia, evidenziando una crescente tropicalizzazione del clima che mette a rischio il settore primario. “Non possiamo più parlare di eccezioni”, ha aggiunto Pacchiarini. “Eventi che un tempo consideravamo straordinari si ripetono con una frequenza e una violenza sempre maggiore, simili ai climi tropicali. L’agricoltura è la prima a pagare il prezzo di questi cambiamenti.”
Secondo Pacchiarini, le imprese agricole hanno già investito in tecnologie e sistemi di difesa attiva, ma di fronte a fenomeni di tale portata, è necessario un cambio di passo strutturale nella prevenzione, nella gestione del rischio e negli strumenti di ristoro. “Difendere il reddito di chi coltiva significa difendere il territorio, il paesaggio e il cibo di tutti”, ha concluso.