Supporto educativo

A Codogno un progetto scolastico contro bullismo e ansia

Una professionista affianca istituti, insegnanti e nuclei familiari su relazioni, digitale e inserimento

A Codogno un progetto scolastico contro bullismo e ansia

Entra nella fase operativa a Codogno il piano promosso dal Comune per sostenere gli studenti nella preadolescenza e nell’adolescenza, con particolare attenzione alle fragilità emotive e alle difficoltà che possono emergere nel percorso scolastico. L’iniziativa è stata avviata dall’assessorato all’Istruzione e coinvolge dirigenti, docenti e famiglie.

Interventi nei diversi istituti

Il progetto è affidato a una pedagogista, che lavora insieme ai dirigenti scolastici per definire attività coerenti con le esigenze dei singoli contesti educativi. Il percorso ha già compreso osservazioni nelle aule e un primo momento di confronto rivolto agli insegnanti e ai genitori del Comprensivo.

Nelle prossime settimane, alcune classi seconde e terze della scuola media saranno coinvolte in attività dedicate alle dinamiche relazionali, alla prevenzione del bullismo e alla gestione dell’ansia. Per le famiglie è inoltre previsto un incontro sull’uso consapevole del digitale, tema che completa il lavoro avviato con gli studenti e con il personale scolastico.

Al liceo Novello sono in calendario incontri per le classi prime, orientati all’accoglienza e all’inserimento nel nuovo ambiente di studio. Per gli altri istituti superiori la programmazione è ancora in fase di definizione.

Il possibile proseguimento

In base ai riscontri raccolti e alle valutazioni espresse dai presidi, l’Amministrazione comunale sta considerando la prosecuzione dell’iniziativa, con un nuovo finanziamento nei primi mesi del prossimo anno scolastico. L’obiettivo è mantenere un supporto specialistico accanto alle risorse già messe in campo dalle scuole.

L’assessore comunale all’Istruzione Silvia Salamina ha definito incoraggiante il primo bilancio del progetto, sottolineando la risposta positiva di scuole e famiglie. Secondo l’assessore, il lavoro della pedagogista ha contribuito a individuare i principali bisogni emotivi degli adolescenti e potrà fornire elementi utili per valutare, insieme agli istituti, una continuità delle attività.