La Corte d’Assise di Milano ha assolto per incapacità di intendere e di volere Sanzio Negri, elettricista in pensione di 84 anni, residente a Castiraga Vidardo, nel Lodigiano. L’uomo era accusato di avere ucciso la moglie Luisa Trabucchi, 79 anni, gravemente invalida e costretta su una sedia a rotelle, nella loro abitazione di via Bassi.
I fatti risalgono al 26 luglio dello scorso anno. Poco prima dell’intervento dei soccorritori, Negri aveva inviato una mail a un’impresa di pompe funebri chiedendo che qualcuno si presentasse nella villetta per occuparsi di due funerali. Sul posto arrivarono invece i carabinieri e un’ambulanza, trovando l’anziano ferito e la moglie esanime. Dopo avere soffocato la consorte, infatti, l’uomo aveva tentato a sua volta di togliersi la vita.
La difesa: una grave depressione
Nel corso del procedimento, la difesa ha documentato che il pensionato soffriva di un fortissimo stato depressivo ed era seguito per questa condizione. Negri ha sempre sostenuto che fosse stata la moglie a chiedergli di porre fine alle sue sofferenze. Una versione ribadita anche dopo il delitto, quando l’uomo ha spiegato di averla uccisa perché era stata lei a chiedergli di morire.
La Corte ha quindi riconosciuto la sua incapacità di intendere e di volere al momento del fatto e lo ha assolto. La decisione non ha comportato il ritorno alla piena libertà: nei confronti dell’84enne è stata disposta la misura di sicurezza della libertà vigilata per cinque anni, con l’obbligo di sottoporsi a visite mensili con specialisti della salute mentale.
Le difficoltà nella casa
A poche ore dalla tragedia, una vicina aveva descritto i coniugi come persone per bene, residenti in una villetta curata e impegnati ad aiutarsi con affetto. Due settimane prima dell’omicidio, Negri si era recato in Comune per chiedere informazioni sull’abbattimento delle barriere architettoniche nell’abitazione, con l’obiettivo di facilitare gli spostamenti della moglie.
Quel giorno, però, non aveva trovato l’ufficio tecnico aperto e gli era stato consigliato di tornare in un momento successivo. Non lo fece. Il procedimento ha ricostruito così una vicenda familiare segnata dalle condizioni di salute della donna e dal grave disagio psicologico dell’anziano, culminata nell’omicidio e nel successivo tentativo di suicidio.