La Regione Lombardia ha presentato il proprio modello di sviluppo sostenibile all’High Level Political Forum delle Nazioni Unite, tenutosi a New York. Durante l’evento, la delegazione regionale ha illustrato il contributo lombardo alla localizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), evidenziando un approccio basato su una governance multilivello e su un impianto normativo rinnovato negli ultimi anni. La partecipazione è avvenuta all’interno della delegazione italiana coordinata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Dalla Legge Clima alle nuove norme regionali
Al centro della presentazione, condotta dall’assessore all’Ambiente e Clima Giorgio Maione, si è trovata la Legge Clima, che ha introdotto per la prima volta un quadro organico di obiettivi, strumenti di monitoraggio e green budgeting. Sono state inoltre discusse le più recenti iniziative legislative approvate dal Consiglio regionale, tra cui le leggi sui data center, sulle aree idonee per le fonti rinnovabili e sulla riforma della Valutazione di impatto ambientale. Durante l’evento, si è parlato anche delle ricadute territoriali degli SDGs, un percorso che, secondo la Regione, richiede dati, continuità d’azione, capacità amministrativa e coinvolgimento dei territori.
In questa direzione operano il Protocollo lombardo per lo Sviluppo Sostenibile, la Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile e l’Osservatorio su Economia Circolare e Clima, strumenti che permettono di lavorare simultaneamente su obiettivi regionali, nazionali e internazionali.
Maione: “Lo sviluppo sostenibile si governa”
“A New York abbiamo portato la concretezza del modello lombardo: lo sviluppo sostenibile non si subisce e non si limita a rincorrere i mercati, si governa. Con le leggi che ci siamo dati abbiamo migliorato il quadro normativo con regole che danno totale affidabilità a chi vuole investire sul nostro territorio, mettendo sempre al primo posto la tutela ambientale”, ha dichiarato l’assessore Maione.
Entrando nel dettaglio dei provvedimenti, la Regione ha sottolineato che la nuova legge sui data center introduce una disciplina organica a tutela dell’ambiente, con l’ambizione di fare della Lombardia il principale hub digitale sostenibile d’Europa, stimando circa 22 miliardi di euro di capitali privati attratti nei primi cinque anni. La legge sulle aree idonee mira a conciliare la crescita delle rinnovabili con la salvaguardia del suolo agricolo di pregio e del paesaggio, mentre la riforma della Valutazione di impatto ambientale punta a semplificare la burocrazia mantenendo i controlli a tutela della salute pubblica.
Secondo quanto riferito dalla Regione, la presentazione del pacchetto di riforme ha suscitato interesse tra gli interlocutori internazionali presenti all’Hlpf 2026. Il messaggio portato a New York è che la transizione ecologica può trasformarsi in un volano economico quando è sostenuta da una legislazione capace di governare transizione digitale ed energetica come un unico processo di sviluppo.