Nessuna accelerazione per favorire l’ampliamento dell’inceneritore Ecowatt, ma il rispetto delle procedure previste dalla legge. È questa la posizione espressa dalla Provincia di Lodi in risposta alle richieste del Comitato Ambiente Vidardo e di Legambiente LodiVerde, contrarie all’avanzamento dell’iter autorizzativo per il progetto del gruppo Itelyum.
Al centro della vicenda c’è il piano per aumentare la capacità dell’impianto dalle attuali 34mila a 154mila tonnellate annue di rifiuti. I presidenti delle due associazioni, Sara Asti e Andrea Sari, avevano inviato una lettera urgente al presidente della Provincia, Fabrizio Santantonio, chiedendo di rinviare la scadenza del 30 ottobre fissata per la presentazione delle osservazioni nell’ambito dell’inchiesta pubblica.
La richiesta dei comitati
Gli ambientalisti avevano inoltre sollecitato il blocco degli avvisi di esproprio collegati alla realizzazione del nuovo elettrodotto sul Lambro. La richiesta complessiva era di sospendere le attività in attesa della sentenza del Consiglio di Stato, attesa secondo le previsioni indicate dalle associazioni tra gennaio e febbraio 2027.
Da Palazzo San Cristoforo è arrivato però un netto diniego. L’ente sostiene di non aver compiuto alcuna fuga in avanti e di stare semplicemente seguendo un iter riattivato dal Tar a giugno e successivamente confermato da un’ordinanza del Consiglio di Stato a settembre.
Il nodo dell’ordinanza
Proprio sull’interpretazione dell’ordinanza si concentra una parte dello scontro. Secondo la Provincia, il richiamo all’articolo 55, comma 10, del Codice del processo amministrativo avrebbe un significato esattamente opposto a quello attribuito dalle associazioni ambientaliste.
L’amministrazione respinge anche l’invito a intervenire per modificare le scadenze. Una simile iniziativa, sostiene l’ente, costituirebbe una palese interferenza nell’autonomia degli uffici incaricati della procedura. La Provincia ribadisce comunque la volontà di contrastare il progetto nelle sedi legali, con l’obiettivo di tutelare gli interessi del territorio.
Su questo fronte l’ente si dichiara pronto a mantenere aperto il dialogo con i comitati. Resta così aperto il confronto sul futuro dell’impianto Ecowatt, mentre proseguono gli adempimenti previsti dall’iter amministrativo e giudiziario.