Restano diversi interrogativi sulla morte di Agostino Conigliaro, 39 anni, deceduto dopo essere stato contenuto e ammanettato dalle forze dell’ordine in un cortile condominiale del quartiere Albarola, a Lodi. L’episodio si è verificato nella notte tra sabato e domenica. L’uomo, originario di Palermo e cresciuto a Sant’Angelo Lodigiano, era stato soccorso dopo un arresto cardiaco e trasportato all’ospedale Maggiore, dove è morto lunedì.
Le prime ricostruzioni avevano collegato la presenza del 39enne nella zona a un possibile tentativo di furto, ma questo aspetto non risulta al momento accertato. Alcuni residenti di via Vittime della Violenza hanno riferito di aver sentito parlare dell’intervento, senza però aver assistito direttamente alla scena. Resta quindi da chiarire perché Conigliaro si trovasse nel quartiere e quale sia stata l’esatta successione dei fatti.
Le precisazioni della Procura
La procuratrice di Lodi, Laura Pedio, ha spiegato che Conigliaro avrebbe avuto comportamenti violenti e gravemente autolesionistici all’interno del cortile di un condominio. Per questo motivo, secondo la Procura, sarebbe stato necessario procedere al contenimento e all’ammanettamento da parte dei militari intervenuti.
I nomi dei due carabinieri sono stati inseriti nel registro delle annotazioni preliminari, modello 45 bis, previsto dal cosiddetto scudo penale per le forze dell’ordine. Non si tratta di un’ordinaria iscrizione nel registro degli indagati, ma di una procedura che consente di svolgere gli accertamenti preliminari nei casi in cui possa emergere una causa di giustificazione, senza procedere immediatamente con l’iscrizione.
Attesa per gli esami medico-legali
La Procura deve comunque verificare ogni fase dell’intervento, dalle modalità del contenimento fino ai soccorsi prestati all’uomo. Secondo quanto finora ricostruito, Conigliaro avrebbe scavalcato alcune recinzioni e raggiunto i tetti dei box, cadendo da un’altezza di circa tre metri. Durante le successive operazioni sarebbe sopraggiunto l’arresto cardiaco.
I carabinieri gli avrebbero prestato i primi soccorsi, utilizzando anche un defibrillatore, prima del trasferimento in ospedale. È stata disposta l’autopsia, prevista entro la settimana, mentre sono in corso valutazioni su eventuali condotte colpose dei sanitari. Gli accertamenti medico-legali e le testimonianze raccolte dagli investigatori dovranno contribuire a stabilire le cause del decesso e a ricostruire con precisione quanto accaduto.
Conigliaro era sposato e padre di un bambino piccolo. Al momento, le verifiche riguardano sia l’operato dei militari sia la gestione dei soccorsi sanitari, senza che siano state formulate conclusioni definitive sulle responsabilità.