È stata fissata per giovedì 15 ottobre alle 11 l’autopsia sul corpo di Agostino Conigliaro, il 39enne morto all’Ospedale Maggiore di Lodi dopo un malore accusato durante un intervento dei carabinieri. L’uomo era stato trasportato in ospedale circa trenta ore prima, in condizioni gravissime, dopo essere stato bloccato dai militari.
L’esame autoptico dovrà contribuire a ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo e a chiarire le cause del decesso. Tra gli aspetti da verificare ci sono l’eventuale arresto cardiocircolatorio, il possibile legame tra il malore e l’intervento dei carabinieri e il ruolo dei comportamenti autolesionistici riferiti dagli investigatori. Conigliaro, originario di Palermo, era cresciuto a Sant’Angelo Lodigiano.
Il fascicolo della Procura
La Procura di Lodi ha aperto un fascicolo e ha annotato nel registro modello 45 bis i due carabinieri del Radiomobile intervenuti nel residence di via Vittime della Violenza, dove il 39enne si era introdotto. Si tratta del registro delle annotazioni preliminari previsto, secondo quanto riportato, per i casi in cui il reato risulti fin dall’inizio commesso in presenza di una causa di giustificazione.
Le verifiche sono affidate ai carabinieri del Comando provinciale di Lodi, diretti dal colonnello Emanuele Leuzzi. L’inchiesta dovrà inoltre accertare l’eventuale presenza di condotte colpose da parte dei sanitari che hanno prestato soccorso all’uomo. Conigliaro sarà sottoposto anche a esami tossicologici.
Il malore dopo l’intervento
I fatti risalgono alla notte tra sabato 10 e domenica 11 ottobre, intorno alle 4.30. Diversi residenti del residence avrebbero segnalato al 112 la presenza di un uomo in forte stato di agitazione. Secondo le informazioni raccolte, Conigliaro si trovava su un ponteggio e sarebbe poi caduto. Le chiamate hanno fatto scattare l’intervento delle forze dell’ordine.
La procuratrice di Lodi, Laura Pedio, ha descritto in una nota comportamenti violenti e gravemente autolesionistici. Il 39enne sarebbe stato contenuto e ammanettato, prima di accusare il malore. I primi soccorsi sono stati prestati dagli stessi carabinieri, con il supporto di alcuni residenti e di una volante della polizia dotata di defibrillatore Dae. Dopo la defibrillazione, l’uomo è stato trasportato in codice rosso all’Ospedale Maggiore di Lodi, dove è morto lunedì mattina.
A Sant’Angelo Lodigiano, dove Conigliaro aveva trascorso la sua crescita, amici e conoscenti hanno espresso cordoglio e incredulità. Sui social è stato ricordato come una persona fragile e come un bravo ragazzo, con testimonianze che escludono, secondo chi lo conosceva, un’indole violenta. Saranno ora gli accertamenti medico-legali e investigativi a stabilire la dinamica del decesso e le eventuali responsabilità.