Ottanta segnalazioni di disagio, 66 persone prese in carico e 5.500 pazienti fragili contattati telefonicamente. Sono i principali dati del Piano Caldo 2026 promosso da Asst Lodi insieme al progetto Silver per ridurre, durante i mesi estivi, i rischi legati alle alte temperature per la popolazione anziana e per garantire assistenza alle persone più vulnerabili.
L’attività si è svolta tra giugno e agosto e ha coinvolto servizi sanitari, sociali e realtà del territorio in tutta la provincia di Lodi. Secondo i promotori, l’integrazione tra i diversi soggetti ha consentito di individuare situazioni di fragilità e di attivare interventi mirati, soprattutto per chi aveva difficoltà a contare su una rete familiare o assistenziale.
Le prese in carico
La quota principale degli interventi ha riguardato le dimissioni protette, cioè l’accompagnamento a domicilio delle persone fragili dimesse dall’ospedale, con l’obiettivo di assicurare continuità nelle cure e nella gestione quotidiana. I casi sono stati 61, pari al 92,4% del totale delle prese in carico.
Altri cinque interventi, equivalenti al 7,6%, hanno riguardato situazioni di fragilità cronica individuate attraverso Silver. Dopo la segnalazione dei Servizi sociali locali è stata attivata una presa in carico territoriale. La Centrale operativa territoriale di Asst Lodi ha trasmesso 52 segnalazioni, oltre il 78% del totale; dieci sono arrivate dai servizi sociali comunali e tre direttamente dai cittadini.
Il programma ha interessato diverse aree del Lodigiano: 15 utenti a Lodi città, 13 nei comuni limitrofi, 23 nel Basso Lodigiano e 13 nell’Alto Lodigiano. L’età media dei beneficiari è stata di 81 anni e mezzo e più di tre persone assistite su quattro avevano oltre 77 anni. Il 51,5% poteva contare sull’aiuto di un familiare o di un caregiver, mentre il 27,3% viveva in una condizione di marcato isolamento sociale.
Assistenza a domicilio e prevenzione
Nella quasi totalità delle situazioni è stato attivato il Servizio di assistenza domiciliare, con interventi dedicati alla cura della persona, al supporto igienico-sanitario e alla gestione della casa. Nei casi più complessi sono state coinvolte figure infermieristiche oppure è stato proposto l’accesso ai gruppi di Auto Mutuo Aiuto.
Dal 12 luglio al 15 settembre, Asst Lodi ha inoltre messo a disposizione un Cold Spot presso la Casa di Comunità di Lodi. Si trattava di uno spazio climatizzato destinato a una prima valutazione medica e infermieristica dei disturbi collegati al caldo, anche per limitare gli accessi impropri al Pronto soccorso.
Gli infermieri di famiglia e comunità delle cinque Case di Comunità provinciali hanno infine contattato 5.500 pazienti individuati da Ats sulla base del rischio clinico. Durante le telefonate ne sono state verificate le condizioni e, quando necessario, sono stati attivati percorsi assistenziali mirati.