Controlli ambientali

Macerie sospette, cantiere sequestrato dai carabinieri

Campioni prelevati dopo la segnalazione di un residente: gli esami chiariranno l’eventuale presenza di Eternit.

Macerie sospette, cantiere sequestrato dai carabinieri

Un carico di macerie sospette ha portato al sequestro penale di un’area dove sono in corso i lavori per realizzare il collegamento tra via dei Tigli e via Mare, alle spalle del parco del Giardinon. L’intervento dei militari è scattato dopo le segnalazioni di alcuni residenti, preoccupati dalla presenza di materiali da demolizione di provenienza non chiarita.

A chiedere l’intervento del 112 è stato un abitante del condominio situato di fronte al cantiere. L’uomo avrebbe notato un camion mentre scaricava un nuovo quantitativo di materiale e, osservando tra le macerie frammenti riconducibili a lastre sospette, ha segnalato la situazione. Sul posto sono arrivati i carabinieri del Nucleo forestale di Lodi, che hanno bloccato le attività e delimitato l’area.

Materiale scavato per gli accertamenti

Per consentire una verifica più approfondita, i militari hanno imposto al proprietario dell’area di rimuovere nuovamente una parte delle macerie già distribuite sul terreno. Il materiale è stato così sottoposto ai primi controlli, dai quali è emersa una mancata conformità rispetto ai requisiti previsti per il riutilizzo degli inerti recuperati.

La normativa stabilisce infatti condizioni precise per permettere l’impiego di materiali provenienti da demolizioni. Nel caso esaminato, gli accertamenti dovranno chiarire anche la provenienza del carico e le modalità con cui le macerie sono state portate e utilizzate all’interno del cantiere.

Analisi per verificare l’eventuale amianto

Il punto più delicato riguarda la possibile presenza di amianto o di altre sostanze pericolose. I carabinieri hanno prelevato alcuni campioni del materiale, che saranno analizzati in laboratorio. Soltanto gli esiti degli esami potranno stabilire la composizione delle macerie e confermare o escludere la presenza di Eternit.

Nel frattempo l’area resta sotto sequestro e continua a essere delimitata dal nastro dei carabinieri. Le verifiche proseguiranno sia sul materiale già scaricato sia sulla sua provenienza, mentre i residenti attendono i risultati delle analisi per sapere se i frammenti individuati presentino effettivamente rischi per la salute e per l’ambiente.