Sanità lombarda

West Nile, sette casi: cinque forme neuroinvasive

Il report ISS fotografa la circolazione dell’infezione: 312 contagi e 13 decessi nel Paese al 19 agosto 2026.

West Nile, sette casi: cinque forme neuroinvasive

Sono sette i casi confermati di infezione da virus West Nile nella provincia di Lodi dall’inizio della sorveglianza epidemiologica 2026. Il dato emerge dal bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità aggiornato al 19 agosto 2026, che analizza la diffusione dell’infezione sul territorio italiano e nelle singole province.

La situazione del Lodigiano si inserisce in un quadro regionale rilevante. La Lombardia è infatti la regione con il maggior numero di contagi notificati in Italia, per un totale di 84 casi confermati nell’uomo. A livello provinciale, il dato di Lodi segue quello di Milano, con 28 casi, Cremona, con 17, e Mantova, con 10. Seguono Monza e Brianza e Pavia, entrambe con sei casi.

La classificazione dei contagi

Dei sette casi registrati nella provincia, cinque hanno avuto una forma neuroinvasiva, mentre due sono stati classificati come casi di febbre sintomatica. Le manifestazioni neuroinvasive rappresentano le forme più severe dell’infezione e possono comprendere encefalite, meningite e altre sindromi neurologiche.

Nel bollettino pubblicato il 19 agosto l’ISS non riporta informazioni personali sui pazienti, come età e sesso. L’istituto precisa che tali dati saranno nuovamente disponibili con il completo ripristino delle informazioni previste dal sistema di sorveglianza epidemiologica.

Il quadro nazionale

In Italia, alla stessa data, sono stati segnalati 312 casi confermati di West Nile nell’uomo, contro i 226 indicati nel bollettino precedente. Complessivamente, 156 persone hanno sviluppato una forma neuroinvasiva, 40 infezioni sono state individuate attraverso lo screening dei donatori di sangue e 115 sono state classificate come casi di febbre.

Tra i casi confermati sono stati notificati anche 13 decessi. La letalità calcolata sulle forme neuroinvasive finora segnalate e confermate è pari al 7,7%, in diminuzione rispetto al 13,9% registrato nel 2025. La presenza del virus è stata dimostrata in 60 province appartenenti a 16 regioni, tra cui la Lombardia.

Sintomi e prevenzione

Il virus West Nile appartiene alla famiglia dei Flaviviridae ed è stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda. Nella maggior parte dei casi l’infezione non provoca sintomi. Quando presenti, i disturbi possono includere febbre, mal di testa prolungato, stanchezza, dolori muscolari, nausea, vomito, eruzioni cutanee occasionali e ingrossamento delle ghiandole linfatiche. Il periodo di incubazione varia generalmente da due a 14 giorni e può arrivare a 21 nei soggetti immunodepressi.

Le forme neurologiche severe si verificano in circa l’1% dei contagi e possono risultare particolarmente rischiose per anziani, persone fragili e soggetti immunocompromessi. Le autorità sanitarie raccomandano quindi di ridurre il rischio di puntura attraverso l’uso di repellenti cutanei, l’installazione di zanzariere e l’eliminazione dei piccoli ristagni d’acqua presenti in sottovasi, giardini e balconi, dove possono svilupparsi le larve di zanzara.