Legalità locale

6.500 euro dopo le minacce al sindaco

Il ministero finanzierà attività per adolescenti e nuclei familiari in difficoltà.

6.500 euro dopo le minacce al sindaco

Il ministero dell’Interno ha assegnato 6.500 euro al Comune di Massalengo attraverso il Fondo statale per la legalità e la tutela degli amministratori locali vittime di atti intimidatori. Il contributo arriva dopo una vicenda che aveva coinvolto il sindaco Severino Serafini, destinatario di minacce di morte da parte di un residente.

La denuncia e l’archiviazione

I fatti risalgono allo scorso anno, quando il primo cittadino si era rivolto ai carabinieri per denunciare il comportamento dell’uomo. Secondo quanto riferito, le intimidazioni non avrebbero riguardato soltanto il sindaco, ma anche alcuni suoi familiari. Dopo il confronto con i militari, la denuncia era stata formalizzata e aveva dato avvio agli accertamenti.

Il procedimento non è però arrivato a processo. L’indagato è infatti deceduto in seguito a un incidente stradale e, per questa ragione, la denuncia è stata successivamente archiviata. L’esito giudiziario della vicenda non ha comunque interrotto l’iter amministrativo per accedere alle risorse previste dal fondo nazionale.

Il progetto per i più giovani

La richiesta, partita dalla stazione dei carabinieri di Borghetto Lodigiano, è stata trasmessa al Viminale, che ha riconosciuto al Comune il finanziamento. Le somme possono essere utilizzate per sostenere spese legali oppure per realizzare progetti di sensibilizzazione sui temi della legalità e della tutela degli amministratori locali.

L’amministrazione di Massalengo sta valutando di destinare i 6.500 euro a un progetto rivolto soprattutto a bambini e ragazzi. L’ipotesi è organizzare incontri e attività sui temi della legalità, affiancandoli a iniziative che favoriscano l’avvicinamento allo sport di giovani appartenenti a famiglie in difficoltà.

Il sindaco Severino Serafini ha spiegato che la proposta dovrà essere discussa in giunta e verificata alla luce dei vincoli fissati dal ministero. L’obiettivo indicato dall’amministrazione è trasformare il contributo in un’opportunità educativa, offrendo ai più giovani alternative alla strada e alle cattive compagnie.