Suolo agricolo

Agrivoltaico, chiesta una regia provinciale per il territorio

Il movimento civico propone un confronto stabile tra enti, associazioni e realtà locali.

Agrivoltaico, chiesta una regia provinciale per il territorio

Un tavolo tecnico permanente per affrontare in modo coordinato la diffusione degli impianti fotovoltaici a terra nel Lodigiano. È la richiesta avanzata dal gruppo civico Ama il tuo Paese al presidente della Provincia di Lodi, Fabrizio Santantonio, attraverso una lettera firmata da Domenico Ossino, consigliere comunale di Montanaso Lombardo e leader del movimento.

La richiesta di una regia comune

L’obiettivo indicato dal gruppo è evitare che i procedimenti autorizzativi vengano esaminati esclusivamente dai singoli Comuni, senza una valutazione complessiva degli effetti sul consumo di suolo agricolo. La proposta prevede il coinvolgimento della Provincia, delle amministrazioni del Lodigiano, delle associazioni agricole e delle realtà civiche presenti sul territorio.

Nella lettera viene richiamata anche la piena attuazione della legge regionale 10/2026, con particolare riferimento alla pubblicazione dei dati relativi alla superficie agricola utilizzata, la Sau, occupata dagli impianti. Per Ama il tuo Paese, la disponibilità di informazioni omogenee sarebbe necessaria per consentire una lettura complessiva dei progetti e delle aree interessate.

Secondo Ossino, i procedimenti autorizzativi si susseguono senza un quadro condiviso capace di misurarne l’impatto cumulativo. Le amministrazioni, soprattutto quelle di dimensioni più ridotte, si trovano così a esaminare progetti tecnicamente complessi in tempi stretti e all’interno di un quadro normativo che, secondo il gruppo civico, lascia margini di intervento limitati.

Criteri per le aree non idonee

Tra le richieste c’è anche una verifica coordinata dei criteri di idoneità delle aree destinate agli impianti. Il movimento propone inoltre di valutare, attraverso il Piano territoriale di coordinamento provinciale, l’individuazione di ulteriori zone non idonee, così da ridurre il rischio di interpretazioni differenti tra i Comuni.

Nel confronto viene citata anche la vicenda dell’impianto fotovoltaico previsto in località Triulza, a Codogno. Il caso viene indicato come uno degli elementi che rendono necessario un esame complessivo delle autorizzazioni e della loro ricaduta sul territorio. Il gruppo civico precisa di non contestare la transizione energetica, ma chiede che il suo sviluppo venga accompagnato da una regia provinciale e da criteri condivisi.