Sicurezza stradale

Proteste contro il passaggio dei camion del pomodoro in Provinciale 27

Sindaci e associazioni chiedono il rispetto di un'ordinanza contro i mezzi pesanti.

Proteste contro il passaggio dei camion del pomodoro in Provinciale 27

Meleti (Lodi), 3 agosto 2026 – La questione del transito dei camion del pomodoro lungo la Provinciale 27 torna a far discutere. Con l’avvio della campagna di raccolta, l’associazione Vivambiente di Castelnuovo Bocca d’Adda e i sindaci del territorio hanno organizzato un presidio per richiamare l’attenzione su un problema che si protrae da oltre vent’anni: il rispetto dell’ordinanza che vieta il passaggio dei mezzi pesanti. Questa mattina, dalle 10 alle 12, il sindaco di Meleti Mario Rocca, insieme ad altri primi cittadini, ha fermato simbolicamente i camion all’incrocio tra la Sp27 e la Sp196.

“L’obiettivo era dare un segnale forte su un problema annoso che riguarda la sicurezza e il disagio per chi vive lungo questa strada”, hanno spiegato i partecipanti al presidio. Il presidente di Vivambiente, Fabiano Cabrini, ha ricordato che dal 2002 esiste un’ordinanza, validata dalla Provincia di Lodi, che vieta il transito dei mezzi pesanti omologati oltre le 33 tonnellate, anche quando viaggiano vuoti. Tuttavia, una grande azienda che trasforma pomodoro nella zona continua a ignorare questa ordinanza, preferendo percorsi più brevi e meno costosi.

Secondo l’associazione, la motivazione principale sarebbe economica: percorrere la Provinciale 27 costa circa 7,48 euro, mentre l’autostrada richiede circa 34,53 euro tra carburante e pedaggio. Inoltre, i tempi di percorrenza cambiano sensibilmente: 17 minuti contro 59 minuti lungo il percorso consentito. “Si crea un forte incentivo a massimizzare il profitto trasgredendo le regole”, ha sottolineato Cabrini, chiedendo controlli più efficaci per fermare e sanzionare i mezzi in transito.

Problemi di sicurezza e qualità della vita

Vivambiente denuncia che per tre mesi all’anno le strade diventano rumorose, sporche e sempre meno sicure. Solo nel 2025 si sono registrate quattro esplosioni di pneumatici di mezzi pesanti in mezzo alle abitazioni. I residenti convivono con rumori, vibrazioni e un crescente senso di insicurezza, che influisce anche sul valore delle abitazioni. Cabrini ha evidenziato che il Comune ha più volte richiesto l’intervento degli enti competenti, ma far rispettare il divieto risulta complicato.

“Per fermare i camion servono almeno due agenti di pattuglia, e non sempre sono disponibili”, ha aggiunto Cabrini. La situazione è diventata insostenibile, tanto che la precedente amministrazione aveva persino sottoscritto una convenzione per gestire il traffico durante la stagione della raccolta. Un altro nodo cruciale riguarda i documenti di trasporto, dove è necessario verificare che non venga indicata come destinazione la sede amministrativa dell’azienda, anche quando il mezzo è carico di pomodori.

Controlli e sanzioni insufficienti

Due anni fa sono stati installati varchi elettronici per monitorare i transiti, ma le sanzioni elevate sono state impugnate. Il precedente prefetto aveva contestato l’aggiornamento dell’omologazione dei varchi, mentre il nuovo prefetto ha riconosciuto la validità dell’ordinanza, ma ha rilevato criticità sull’omologazione, portando all’annullamento delle multe. I cittadini sono indignati per la difficoltà di conciliare logistica e comunità locali. Anche la Provincia di Lodi ha riconosciuto la complessità della situazione, sottolineando che, nonostante le convenzioni passate, non si è riusciti a definire nuove intese per gestire il traffico durante la campagna del pomodoro.